Ladies and gentlemen..and stereotypes.

“Un mondo senza ladies è un mondo senza gentlemen” è il titolo di una campagna pubblicitaria realizzata per il brand Parisian Gentlemen  dall’agenzia italiana DLVBBDO.

Questo il filmato:

Il filmato rappresenta alcune donne intente a mettere in atto comportamenti generalmente attribuiti agli uomini (sputare, mangiare in auto gettando i rifiuti dal finestrino, azzuffarsi, frequentare locali di streptease etc..)

Ho cercato in rete qualche considerazione in più a proposito delle motivazioni che hanno spinto il brand di moda, che si occupa di realizzare abiti per uomini eleganti, a scegliere questa tematica.

Qui si può leggere:

Volevamo che il nostro spot fosse diverso. Volevamo un progetto che sfatasse i soliti preconcetti e le aspettative abituali.

Ammetto che ciò mi incuriosisce… quale è il preconcetto in questione che si vorrebbe sfatare? quello secondo cui “le femmine sono sempre aggraziate e si comportano in modo adeguato, mai sconveniente?” Il progetto mi pare interessante, mi ripeto tra me e me: cambiare punto di vista sulle donne, togliere quella patina angelicata che spesso ci rappresenta in tv (a proposito di donne-angelo, ricordatevi di firmare la campagna #nonèamodomio, qui un mio breve articolo e tutte le info) mi pare un’iniziativa di pregio.

Proseguo la lettura:

Attraverso questo breve film Parisian Gentleman intende sottolineare che nella nostra concezione dello stile maschile, nonché della ricerca di esso, non vi è alcunché di frivolo. Siamo convinti che il perseguimento dell’eleganza personale tocchi alcuni dei valori umani più fondamentali, compreso il rispetto di sé, e che il desiderio di dare veste visibile a questi valori meriti il nostro impegno a mostrare la parte migliore di noi non soltanto nella vita sociale, ma anche nell’ambito della vita privata.

Quale è quindi il nucleo del progetto? lo stile maschile, che deve essere elegante e non frivolo. E si è eleganti se si da voce a valori umani come il rispetto di sé. Questi valori devono trasparire non solo nella vita sociale ma anche nella sfera privata.

Ma allora, mi chiedo, se tutto è incentrato sullo stile maschile, sull’eleganza del gentlemen… che bisogno c’è di scomodare le donne per giunta attribuendo loro  dei comportamenti che raramente mettono in pratica?

Lo stile per le donne  non è solo un “valore”, è anzitutto uno stereotipo: indossare la gonna per essere obbligate a tenere chiuse le ginocchia (comportamento tanto radicato che, nonostante ora le donne possano indossare liberamente i pantaloni, diversamente dal secolo scorso, la posizione delle gambe non cambia…), non poter fischiare, sporcarsi o – per le bambine – giocare ad arrampicarsi. Non poter dire frasi sconvenienti o volgarità è stata la regola a cui molte donne sono state costrette.

Ribaltare lo stereotipo mostrandole in comportamenti maschili può essere un gesto di rottura rispetto ai pregiudizi ma mi pare poco calzante rispetto alle finalità dello spot. Anche qui le donne vengono usate come “accessorio”, per veicolare un messaggio che sarebbe stato reso più forte ed evidente se i protagonisti fossero stati uomini.

Uomini che di solito sono elegantissimi ma che comunque mettono in atto quei comportamenti – magari nella sfera privata – lasciando intatta la propria allure di gentlemen. Sarebbe bello – come è scritto nelle dichiarazioni del brand – esortare gli uomini a impegnarsi a mostrare la parte migliore  non soltanto nella vita sociale, ma anche nell’ambito della vita privata.

Le donne, purtroppo o per fortuna, lo fanno da sempre.

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