Conosci Andrea? e Ciaomaramao: strumenti ludici per l’educazione al rispetto delle differenze e alla parità di genere

Sino ad ora mi sono occupata di recensire volumi e pubblicazioni che affrontassero il tema della violenza sulle donne, degli usi sessisti del linguaggio o dell’omofobia.

Oggi vorrei invece dedicare alcune righe per recensire due giochi didattici realizzati da Giuseppina Diamanti, psicologa, psicoterapeuta ed insegnate, allo scopo di promuovere il rispetto delle differenze e l’educazione alla parità.

I giochi costituiscono un valido strumento per favorire lo sviluppo di sé e della propria identità. Hanno inoltre la funzione di indagare il rapporto tra le relazioni (sociali e culturali) tra gli esseri umani e la costruzione di sè e dell’identità di genere, facilitando il racconto e la narrazione di sé.

Oltre a questo importante obiettivo vi sono altre finalità tra cui quella di combattere stereotipi di genere e pregiudizi che permeano la cultura infantile. In definitiva, lo scopo dei giochi è quello di promuovere la conoscenza e la valorizzazione delle differenze tra pari.

Entrambi i giochi si pongono l’obiettivo di sviluppare il pensiero ipotetico-deduttivo e le capacità di analisi e sintesi, migliorare la creatività, favorire lo sviluppo di abilità decisionali e incrementare l’autonomia e l’autostima.

Ciaomaramao è un gioco di carte pensato per bambine e bambini dai 5 agli otto anni. È composto da 96 tessere che ritraggono bambine e bambini intente/i in attività differenti (curare un cucciolo, leggere, giocare all’aria aperta, sistemare fiori etc..). Il gioco è concepito come una sorta di domino delle differenze: le carte possono essere unite tenendo conto della variabile azione (alla carta “bambina che gioca con un peluche” si affiancherà il corrispettivo per il bambino) o altre variabili (ad esempio i colori dei vestiti dei bambin* ritratti…). Il gioco ha la funzione di combattere gli stereotipi, infatti:

– non ci sono stereotipizzazioni basate sui colori (bambine e bambini vestono abiti colorati o tessuti  fantasia)

– i ruoli di cura sono affidati a uomini e donne

– bambine e bambini si cimentano nelle medesime attività (giochi all’aria aperta, letture, accudimento degli animali domestici…)

Scopo del lavoro, dunque, è quello di affermare che se è vero che tra bambine e bambini sussistono alcune differenze di tipo biologico, gli stereotipi e i pregiudizi sono esclusivamente un prodotto culturale.

Conosci Andrea? è un gioco cooperativo pensato per bambin* della scuola primaria. Nucleo centrale del gioco è la plancia sui cui è disposto un percorso immaginario che si chiama la città dei bambini  su cui si possono trovare alcuni edifici (la scuola, la biblioteca, il ristorante…), alcuni luoghi (il parco, la spiaggia…) e incontrare alcune persone. I luoghi e i personaggi che si incontrano permettono ai partecipanti di avere degli indizi per capire chi sia Andrea. Ad esempio al ristorante sarà possibile conoscere i gusti di Andrea a tavola, in spiaggia capire il rapporto di Andrea con la sua fisicità e con lo sport e via discorrendo. Le carte rappresentano diverse professioni al maschile e al femminile (il bagnino/la bagnina, il sindaco/la sindaca): Andrea, infatti, è un nome che si presta all’uno e all’altro sesso: spetta ai partecipanti capire se si tratti di un maschio o di una femmina.

Conosci Andrea?”.

“Quale?”, replicheranno

e una risposta completa non vi daranno

 (Ma a farvi un’idea vi aiuteranno)

e  ad Andrea a poco a poco vi porteranno!

Così il percorso  non sarà  affatto facile.

Le persone sì, vi forniranno un indizio,

ma solo in cambio di un vostro dato su tizio.

 Dovrete rispondere anche voi alle domande,

 a volte seriose a volte un po’ strambe.

E lungo le strade del vostro viaggio,

ragazza forte, o bambino saggio,

il caso seminerà dei brutti momenti.

    A nulla varranno gli sforzi o i lamenti:

  “NON È GIUSTO”, direte.

E’ vero, non è giusto per niente.

 Ma questo dovrete spiegarlo alla gente.

Oltre alle carte-personaggi il gioco è corredato da una serie di carte imprevisto: sono delle vere e proprie ingiustizie dove l’arbitrarietà vince sul diritto (perdite motivate da discriminazioni, momenti in cui si nega il rispetto a qualcun altro su basi arbitrarie etc…). Queste carte hanno lo scopo di mettere in luce la scorrettezza di un comportamento basato su un pregiudizio o uno stereotipo e, di conseguenza, educare al rispetto delle differenze.

Scopo del gioco è affrontare il tema degli stereotipi: chi è Andrea? Può essere un maschio anche se sappiamo che ama ballare? Può essere una femmina anche se i personaggi incontrati ci hanno detto che gioca a calcio?

I giochi sono veloci ed intuitivi e nel progetto di Giuseppina dal titolo Giochiamo la differenza per un mondo di parità è prevista la possibilità di supportare i docenti interessati con percorsi di formazione ed approfondimento specifici per permettere loro di usare lo strumento in maniera ottimale.

Nella mia esperienza di pedagogista, nell’ambito delle attività realizzate presso il centro Antiviolenza di Imperia, mi è capitato in un paio di occasioni di sperimentare nella concretezza il gioco “conosci Andrea?” e i risultati sono stati ottimi: il gioco ha fornito il pretesto per coinvolgere l’intero gruppo classe creando sinergie positive e ha dato la possibilità di introdurre il tema degli stereotipi di genere in modo molto spontaneo. Le osservazioni fatte dai bambin* – sulle carte, sugli indizi – hanno permesso di cominciare fin da subito a parlare di stereotipi e pregiudizi e ciascuno ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente (anche i* bambin* più timidi, che magari di fronte ad una domanda diretta si sarebbero tirati indietro, non hanno avuto difficoltà ad esprimersi e a confrontarsi coi compagn*).

E’ uno strumento efficace e veloce che – a mio avviso – tutti i docenti interessati a lavorare sui temi del rispetto e dell’educazione al genere dovrebbero conoscere.