Piccolo decalogo per genitori affidabili (e per figl* felici)✨

buongiorno a tutt*!

Oggi ricomincia la scuola, qui in Toscana! Mentre immagino bambin* eccitati – felici di cominciare un percorso o riprendere quello interrotto – genitori in ansia per la ri-organizzazione della vita famigliare (“oggi mangi a scuola? Ma dopo hai judo? Viene a prenderti la nonna…”) ho pensato a qualche suggerimento che tutti i genitori possono adottare; un prontuario da leggere, ricordare e ricordarsi…

👩🏻‍🏫scuola è sinonimo di crescita: anche se ti costa molto, impara poco per volta ad allentare la presa. Goditi lo sviluppo del tuo bambino che passerà dal chiederti tutto (fare lo zaino, preparare i vestiti, uscire di casa…) al volerlo fare da sé. Non ti sta mettendo da parte, ma ha bisogno di diventare “competente”. sostienilo in questo processo bellissimo!

📈soprattutto all’inizio, non andare in ansia per il suo rendimento. Ogni bambin* ha tempi diversi. Ascoltali, e rispettali.

🤾🏻‍♂️🤸🏻‍♀️lo sport è importante,ma non imporlo! Sceglietelo assieme e, se non è convint*, non farlo continuare a tutti i costi. Magari ne troverà un altro di suo gusto, senza sforzi.

🤹🏼‍♂️🎼piscina, teatro musica, danza.. ogni bambin* ha bisogno di tempo libero! Non occupare ogni singolo momento della sua giornata. I bambin* (di tutte le età!) devono poter giocare e si, in alcuni momenti, anche sperimentare la noia.

💭se ritieni che tuo figl* abbia bisogno di un aiuto, cerca il/la professionista che meglio risponde alle sue necessità. Ma ricordati che niente potrà sostituire il tuo ruolo di mamma o babbo.

🌱il rendimento di tuo figl* dipende anche dall’ambiente in cui cresce. Farlo assistere a litigate, dargli poco tempo, non farlo sentire amato hanno effetti negativi…ricordalo!

❗️presta attenzione ai cambiamenti: un trasloco, un lutto, un fratellino in arrivo. Sono eventi che tuo figl* comprende, non pensare che “è troppo piccolo!” Presta attenzione, aiutalo a capire e sostienilo!

🧾non puoi tenere sotto controllo tutto. Capiterà di perdere una lezione di chitarra, far tardi al mattino. Ciò che conta è che siano eccezioni, non la regola.

❣️fa si che si senta amat*, sempre, non solo se porta a casa il 9 di matematica. Niente come l’autostima porta a risultati concreti. Gli insegnerai che l’amore non si baratta per un voto, un successo. Si ama, punto.

👩‍👧‍👦👨‍👧‍👦👩‍👩‍👧👪👨‍👨‍👧‍👦 non è vero che “siamo tutti genitori”. Biologicamente, certo, ma non sempre sappiamo fare la scelta giusta o sappiamo rispondere correttamente a questo compito. E ciò non deve farci sentire meno adatti, sbagliati, perdenti. Se hai bisogno, fatti aiutare, sempre!🙏

Dr.ssa Alessia Dulbecco

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Regole educative ed educazione emotiva. Un corso per genitori, a Firenze

I motivi per cui i genitori si recano in consulenza sono spesso molto simili:

  • i bambini crescono e iniziano a stare con difficoltà dentro le regole
  • hanno bisogno di un confronto con un professionista per capire meglio quale condotta seguire quando emergono comportamenti problematici (ad esempio quando i piccoli non vogliono andare a scuola!)
  • si sono verificati episodi di scontro con i bambini e non sanno quale strategia adoperare per uscirne

 

Questi sono i tre problemi principali che fino ad oggi ho riscontrato nella mia pratica professionale.

E’ vero: ogni famiglia è un mondo a sé e non è possibile trovare soluzioni condivise, valide per tutti. Quello che so per certo, però, è che parlarne fa bene – confrontarsi anche di più! – e proprio in ragione del fatto che non esistono soluzioni preconfezionate il modo migliore di affrontare questi piccoli grandi problemi è discuterne, insieme.

Per questa ragione il 10 marzo 2017 partirà, presso i locali di Spazio Co-stanza, in via del ponte alle mosse 32-38r a Firenze, un nuovo corso dedicato ai genitori.

Si parlerà di regole (indispensabili per la crescita dei bambini!) ma soprattutto cercheremo di capire insieme cosa rappresentano per i genitori. Dietro al modo di intendere le regole (sono un modo per mettersi al riparo da scontri e conflitti? o sono il modo per dimostrare agli altri di essere autorevoli? o rappresentano il modo per mantenere un controllo sulla crescita dei figli?…) si nasconde un proprio, personale, stile genitoriale. Bisogna conoscerlo, interrogarsi sul genitore che siamo, comprendere come intendiamo emozioni e conflitti per capire se il modo in cui impartiamo le regole è appropriato, oppure no. In educazione

Regole, stili genitoriali, emozioni e relazioni educative: di questo e altro parleremo in questo ciclo di 5 incontri che si terranno venerdì 10 -17-24-31 marzo e il  7 aprile, dalle 18 alle 19.30.

Uno spazio dedicato ai genitori: per riflettere, per conoscere/si, per confrontarsi.

 

Vi aspettiamo!

dr.ssa Alessia Dulbecco

 

(per info e contatti potete scrivere a me o a spazio Co-stanza,www.spaziocostanza.it)

Papa Bergoglio e la “cosiddetta” teoria gender

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Papa Bergoglio ha dedicato la consueta udienza del mercoledì ad affrontare un tema importante,  per la Chiesa e per la società civile.

Come preparazione al sinodo sulla famiglia che si terrà ad ottobre il Papa ha voluto parlare della complementarietà tra uomo e donna.

Leggendo uno dei tanti aticoli scritti per i quotidiani (qui potete trovare quello apparso sul sito de Il fatto quotidiano) possiamo osservare come Papa Francesco abbia ricordato che

la differenza tra i due generi non è per contrapposizione, o subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre a immagine e somiglianza di Dio.

Ho apprezzato il riferimento all’importanza di una rappresentazione uomo/donna che non avvenga più per contrapposizione, per sottrazione (la donna “qualcosa meno” dell’uomo) o per subordinazione (quel concetto che tanto piace ad Adinolfi & co.). Ho apprezzato meno, invece, le riflessioni sulla “teoria gender”.

Di fronte a tale questione l’atteggiamento mi è sembrato molto simile a quello di chi lancia il sasso e nasconde la mano. Il Papa parla di “cosiddetta” teoria del gender.

Come ci ricorda il dizionario Treccani, l’aggettivo cosiddetto

Cosiddétto (o così détto) agg. – Detto, designato in questo modo; si usa spec. per sottolineare la specificità o tecnicità di una denominazione, oppure la sua improprietà, o per esprimere comunque qualche riserva sull’uso o sul valore di essa

Forse, quindi, anche Bergoglio sa che non è questo il termine giusto per definire le attività di educazione e sensibilizzazione al rispetto dell’identità e dell’orientamento sessuale che molti collegh*, con impegno e dedizione, portano avanti da diverso tempo per rendere la scuola un luogo più giusto, per tutti. Pochi giorni fa il Card. Bagnasco aveva definito queste attività come un tenttivo di colonizzazione ideologica.

Sbaglia Bagnasco e sbaglia Bergoglio quando si interroga sulla possibilità che la

cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa.

Il punto della questione, a mio avviso, è proprio questo. Chi svolge attività di formazione ed educazione al rispetto dell’orientamento sessuale non vuole annullare le differenze, ma bensì ampliarle. Vogliamo la possibilità, per chiunque abbia un orientamento sessuale differente dal sesso biologico, di esprimere questa particolarità. Non si tratta dunque di restringere il campo ma, al contrario, di ampliarlo. Mi rendo conto che questa prospettiva sia ben più difficile da sostenere: apre alla differenziazione, sovverte la regola tradizionale basata sul binomio dualistico uomo/donna stabilito rigidamente dall’appartenenza biologica. Posso capire lo scetticismo e comprendere le resistenze, ma non posso tollerare la mistificazione.

(foto tratta dall’articolo apparso su Il fatto quotidiano)

“lei disse sì” ..(anche se) lui disse no.

lei disse

Ieri il Card. Bagnasco ha aperto la Conferenza dei Vescovi, riunita ad Assisi, parlando di temi di attualità: la mancanza di lavoro per i giovani, la crisi della politica e… la famiglia tradizionale.

Mentre Papa Francesco ricorda ai vescovi l’importanza di adottare comportamenti inclusivi che permettano alla gente comune di avvicinarsi alla Chiesa,

non servono preti clericali il cui comportamento rischia di allontanare la gente dal Signore

il Cardinale Bagnasco riafferma la centralità della famiglia tradizionale (ma, ricordiamolo, Chiara Saraceno affermava che “non vi è nulla di meno tradizionale della famiglia”…).

Le nuove figure alternative che lo Stato cerca di introdurre sono solo un pretesto per indebolirla, una specie di cavallo di troia che ha come unico scopo quello di confondere la gente.

La famiglia – quella sancita dalla Costituzione – è la rete benefica morale e materiale che permette alle persone di non sentirsi abbandonata di fronte alle ansie e alle tribolazioni del futuro.

Mentre leggevo le parole di Bagnasco, su uno dei tanti quotidiani online che riportavano la notizia, pensavo al bellissimo documentario  realizzato da Ingrid e Lorenza che racconta la loro vita dal momento in cui decidono di sposarsi al giorno delle nozze, avvenute in Svezia nel giugno del 2013. Le due donne hanno deciso, nell’ottobre 2012, di aprire un blog per dare visibilità pubblica e testimoniare le vicissitudini che una coppia omosessuale deve affrontare per compiere questo passo. Il blog è stato un atto civile e politico per rimarcare l’importanza e la necessità, per lo stato Italiano di adeguarsi (quasi tutti gli stati europei prevedono la possibilità, per due persone dello stesso sesso, di sposarsi) rispetto a queste tematiche.

Se gli invitati – in carne ed ossa – al matrimonio erano un centinaio, con il blog è stato possibile estenderlo potenzialmente a moltissime altre persone che hanno seguito i preparativi attraverso la pagina e hanno contribuito all’operazione di crowd founding necessaria per trovare i finanziamenti e trasformare così le riprese in un vero e proprio documentario. Le due ragazze hanno iniziato a portare il film in giro per l’Italia e, proprio la scorsa settimana, è stato proiettato per diverse serate consecutive allo Spazio Alfieri,  a Firenze.

A me è parso, assistendo alla proiezione, che Ingrid e Lorenza abbiano saputo costruire quella rete benefica di cui parla il Cardinale. Il matrimonio è stato per loro un riconoscimento, una conquista faticosa, ma la loro unione – con o senza il benestare del presidente della Cei – era già di per sé una “rete benefica”. Le due donne si sostengono e si fanno forza a vicenda, affrontando molte vicende dolorose – come ad esempio il momento del coming out di Lorenza e il dramma dell’outing compiuto dal fratello di Ingrid, che ne compromette per sempre i rapporti con la famiglia – e compiono un lungo viaggio fino in Svezia solo per poter coronare il loro sogno di vita insieme.

Se la maggior parte della popolazione potesse andare a vedere il documentario scoprirebbe che le parole di Bagnasco sono prive di fondamento: non esistono “famiglie” e “cavalli di troia”. La famiglia composta da Ingrid e Lorenza e quella di qualsiasi altra coppia eterosessuale assolvono al medesimo compito: sostegno reciproco, amore, condivisione.

E’ evidente, poi, che l’introduzione di nuovi diritti (attraverso nuovi modelli familiari) non sia un pretesto per confondere le persone: l’orientamento sessuale è personale, estendere i diritti significa dare maggiori garanzie, non disorientare le persone.

Il presidente della conferenza dei vescovi non ha omesso di parlare dei bambini: essi hanno diritto ad un papà ed una mamma, ha detto nel corso della sua relazione.

Credo che i bambini abbiano diritto ad essere amati e che ciò sia un dovere per gli adulti di riferimento, indipendentemente dal sesso. I dati statistici sulla violenza domestica (all’interno delle famiglie “tradizionali”) non mi pare diano ragione al Cardinale.

Parlando per categorie (“famiglie di serie A” e “famiglie di serie B, dette anche cavalli di troia”), inoltre, Bangasco rischia di inasprire il conflitto – già altamente presente in Italia – che porta ad una costante discriminazione nei confronti degli omosessuali (è di questa mattina la notizia di un dirigente del PD che ha offeso un consigliere del suo stesso partito chiedendogli se avesse altri gusti schifosi, oltre ad essere gay).

Consiglio perciò a tutti la visione di “lei disse sì!” per contrastare la mentalità dei tanti (troppi!) che -ancora – si ostinano a dire “no”.

Qui trovate il blog di Ingrid e Lorenza:

https://www.facebook.com/Leidissesi?fref=ts

cercate il loro documentario in giro per l’Italia e…buona visione!