Nelle tue parole, 2

Un altro post dedicato ai feedback delle clienti che in questa prima parte di 2017 hanno lavorato con me.

Oggi le parole sono di S. che si è rivolta a me in particolare per iniziare a riflettere e trovare soluzioni in merito ad aspetti della sua vita professionale.

Gli strumenti pedagogici e di counselling offrono un sostegno in ogni ambito della vita, non solo in quella personale/affettiva ma anche in quella pubblica/lavorativa.

nelle tue parole sara

Annunci

Il mio primo articolo per C+B!

Ieri è stato pubblicato il primo articolo per C+B che segna anche l’inizio di questa nuova collaborazione!

Conoscete C+B ? È un sito, ideato dalla mitica Francesca Marano, che si occupa di fornire alle donne che intendono mettersi in proprio consigli, suggerimenti… In una parola: sostegno. Eh già: perché per chi decide di fare questo passo la vita non è niente affatto facile! Decidere quanto investire (in termini economici ma anche personali), cercare – in fase iniziale – il giusto lavoro da dipendente che permetta di avere almeno un po’ di ‘carburante’ garantito – almeno per cominciare! – per potersi dedicare ala nuova attività; e poi: gestire i tempi, gli gli ambienti, fare rete, trovare gli spazi all’interno dei quali proporsi.

Il sito si occupa di dirimere problemi, anche pratici, come le tante domande sull’uso dei social, la corretta gestione della partita iva ma si occupa anche di aiutare le nuove freelance a realizzare il proprio sogno trovando l’ispirazione giusta.

I miei interventi si situeranno proprio in questo ambito: come counsellor darò qualche spunto per aiutare le donne a motivarsi, a riscoprire le proprie potenzialità e ad agire tenendo sempre conto del proprio benessere. Come pedagogista, poi, proverò a sostenere le lettrici nel duplice lavoro di donne (magari impegnate in una relazione, o magari già mamme) e freelance.

Il primo articolo l’ho dedicato proprio alla resilienza. È un termine dal profondo significato pedagogico: bisogna essere formati ed educarsi alla resilienza che significa poi ‘essere in grado di resistere agli urti che inevitabilmente la vita ci assesta’ individuando nuovi modi di far fronte ai problemi, partendo proprio dai fallimenti pregressi. Per darsi alla libera professione, secondo il mio punto di vista, bisogna essere resilienti. Perché spesso non si trova la strada al primo colpo e bisogna imparare a valutare gli imprevisti, gestire i fallimenti in una nuova ottica: non più come segnale del fatto che non siamola grado di raggiungere il nostro obiettivo ma come esperienza da accumulare se vogliamo trovare la nostra strada.

Vi lascio il link all’articolo… Spero vi piacerà!

http://cpiub.com/2015/10/sviluppare-la-resilienza/
 

Facciamo il punto?

Generalmente utilizzo il blog per scrivere brevi articoli sui miei argomenti preferiti: gli stereotipi, il sessismo dilagante, l’immaginario televisivo e pubblicitario che umilia la figura femminile, il mondo dell’educazione relegato ad una dimensione marginale, come se tutto dovesse essere per forza “psicologico” e mai “pedagogico”.

Oggi, invece, ho deciso di spendere qualche minuto facendo il punto della situazione rispetto al mio percorso, personale e professionale.

Chi mi segue con assiduità saprà che tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo sono successe molte cose: lo scorso autunno mi sono trasferita a Firenze, pochi mesi dopo ho dato vita a questo blog. Ad inizio anno ho ripreso con la formazione e attualmente continuo a occuparmi di tematiche di genere seppur con una visione più ampia…insomma, di cambiamenti ce ne sono stati tanti.

Proprio per questa ragione vorrei darvi qualche dettaglio in più rispetto a quanto sto portando avanti con grande impegno e tante soddisfazioni 🙂

– Anzitutt la  parte social:

Ho aperto da poco twitter (mi trovate come @AlessiaDulbecco)…ancora sto cercando di orientarmi però mi piace, è una forma comunicativa ridotta all’essenziale e molto interattiva. Se vi va seguitemi, sarete sempre aggiornati con i contenuti e i tweet sulle nostre tematiche preferite.

Oltre a twitter ho aperto una pagina facebook: questo il link diretto https://www.facebook.com/pages/Alessia-Dulbecco/454815091333027?fref=ts . Diversamente dal blog, sulla pagina pubblico anche molte notizie e contenuti che trovo in rete e che credo sia importante  e giusto diffondere. Se siete interessati a tematiche educative, alle questioni di genere vi consiglio di mettere il like.. molti contenuti potrebbero interessarvi 😉

Ultimo, ma non meno importante, il sito web! http://www.alessiadulbecco.com è stato recentemente rivisitato per renderlo più accessibile e fruibile. Nel sito ci sono informazioni rispetto ai servizi professionali che realizzo (consulenze, corsi di formazione etc). Date un’occhiata se vi va… e se avete bisogno del mio supporto potete contattarmi tranquillamente 🙂

– Dal social alla grafica…

La parte social mi porta anche a parlarvi di questioni grafiche! mi sono affidata ad una bravissima web designer che ha progettato per me un nuovo design che diverrà la mia immagine coordinata…perciò preparatevi: presto vi farò scoprire il mio nuovo logo! 😉

– Le collaborazioni:

Ad inizio del mese di aprile sono stata contattata da una cooperativa che si occupa di realizzare interventi educativi per bambini con problemi di apprendimento. Tra qualche giorno comincerò un primo ciclo di incontri coi genitori dei bambini per predisporre le basi in vista di un servizio nuovo che la cooperativa renderà disponibile: brevi serate di approfondimento su tematiche specifiche unite a percorsi di  sostegno alla genitorialità per mamme e papà che riscontrano qualche problema nella gestione dei propri figl* ! Sono molto felice di tutto ciò, è un bel progetto e il gruppo delle educatrici che lavorano in cooperativa è accogliente e disponibile…. ci sono tutte le premesse per un bel lavoro di squadra!

Pochi giorni fa sono stata contattata inoltre da una scuola di counselling per attivare percorsi formativi specifici sulle questioni di genere… la notizia è fresca fresca ma prometto di darvi presto nuovi aggiornamenti!

Ho inoltre intervistato la Dr.ssa Silvia Ferrari, pedagogista e amministratrice di molte pagine Fb, tra cui la seguitissima Redazione Pedagogica, che ha dato il titolo al suo blog inaugurato da poche settimane – con la quale ho avuto una bella chiacchierata virtuale a proposito della sua visione pedagogica e rispetto all’importanza della divulgazione in rete di notizie a carattere educativo…l’intervista è in fase di analisi e conto presto di pubblicarla!

– Le pubblicazioni:

Ho recentemente scritto un articolo per la rivista della mia scuola di counselling. L’argomento? il counselling complementare all’interno delle relazioni di aiuto in un centro antiviolenza… non male, eh? Al momento è in fase di analisi da parte dela commissione esaminatrice… spero di potervi presto aggiornare scrivendovi che è stato accettato e verrà pubblicato!

 

 Insomma… in circa otto mesi direi che qualche passo in avanti è stato fatto! Da brava “self-counsellor” rifletto sul mio percorso e non posso che esserne felice: spesso è tutto molto faticoso ma sono stata ripagata. Spero sempre più di contestualizzare la mia professionalità e crescere… ma tutto questo non sarebbe possibile senza di voi: che mi seguite sul blog, che commentate i miei post, che mi fate sentire sempre la vostra presenza ! Per cui il finale di questo articolo – un po’ autocelebrativo, ma ci sta! – lo dedico a voi:

  

L’Umiliazione di Canossa

Se c’è una cosa che non sopporto sono i cosiddetti “leoni da tastiera”. gente che, forte della protezione che viene loro concessa dal computer e dalla rete, si permettono di attaccare l’altr*, così, per il puro gusto di farlo. Non si tratta di discutere attorno ad un tema esponendo un’opinione diversa dalla controparte, si tratta proprio di attaccare e offendere la persona su un piano personale. Se poi la “controparte” è una donna l’offesa scatta ancora con più facilità. Basti pensare a Boldrini e alle centinaia di insulti che compaiono sotto quei post che riportano ciò che ha fatto o ha detto. E quanti sono gli insulti che hanno avuto come destinatario Samantha Cristoforetti?

Insultate in quanto donne. in quanto donne, la loro opinione conta un po’ di meno e le persone che si sentono legittimate a denigrarle attraverso affermazioni che rimandano alla loro sfera sessuale si moltiplicano.

luca

La stessa cosa è accaduta qualche giorno fa a Selvaggia Lucarelli. Selvaggia aveva postato, la scorsa settimana, una foto del cadavere di una bambina che, come altre settecento persone, non è riuscita a salvarsi dal naufragio al largo delle coste libiche. Accanto alla foto (trovate qui il suo profilo facebook) ha scritto questa frase:

Lascio a voi decidere se era una cellula Isis, l’ennesima delinquente o colei che veniva a rubarci il lavoro. Magari Salvini lo sa.

La Lucarelli ha pubblicato questa foto anche all’interno di alcuni gruppi presenti sul social network. Tra i tanti che hanno commentato si è distinto Giuseppe Grasselli, candidato sindaco per la Lega Nord nella città di Canossa che l’ha apostrofata con un sempreverde (…i leghisti amano il verde, si sa…) “Zitta puttana”. 

Cosa spinge una persona (nel caso specifico un candidato sindaco!) ad usare un insulto di questo tipo? Il ragionamento è semplice anche se credo che i nostri amici della teoria del gender non lo capiranno.perché per loro gli stereotipi di genere non esistono.

Se sei un uomo e ti voglio insultare ti dirò che sei un imbecille, un idiota, uno stronzo, nel caso. Ma non farò mai riferimento alla sfera intima, sessuale, della tua persona; d’altronde, non ce ne sarebbe il motivo: ogni riferimento alla sfera intima, per un uomo è segno di forza e prestanza..per cui non sarebbe un insulto. C’è solo un caso in cui si può attaccare un uomo facendo riferimenti alla sua sfera sessuale: quando cioè, si vuole dubitare della sua virilità.

Per una donna, invece, gli attacchi alla dimensione sessuale sono all’ordine del giorno. Sei una donna, quindi sei stupida. E siccome sei donna e sei stupida la tua opinione conta meno, quindi stai zitta. E siccome sei donna e sei stupida sarai sicuramente una puttana.

E’ un po’ questo il ragionamento alla base dell’insulto.

Spesso controbattere è impossibile. Questi commenti hanno la funzione di annullare qualsiasi possibilità di ribattere: perché ti fanno ribollire il sangue, perché ti senti impossibilitata a replicare, perché riescono nel loro intento di farti sentire inadatta.

Per fortuna non sempre le cose vanno così.

Selvaggia, che su M2O conduce un programma radiofonico, ha chiamato in diretta il nostro esponente leghista. Durante l’intervista Selvaggia ha ricordato pubblicamente che Grasselli ha denunciato una persona per diffamazione per aver usato un linguaggio inappropriato (in questo caso insulti e bestemmie). Il povero Grasselli non aveva ancora finito di rispondere, con quel tono fiero da supereroe, che Lucarelli  interviene a gamba tesa:

“se queste sono le premesse, perché lei ha scritto su una bacheca facebook “zitta puttana” a me?”

Che dire, non vi resta che guardare il filmato in questione (qui trovate il link) e godervi i balbettii confusi del nostro politico di fiducia!