Per realizzare il tuo potenziale piega il tempo a tuo favore

Quando mi ritrovo a parlare con amiche che non vedo da tempo mi sento un po’ la tipica “pecora nera” della situazione: se loro sono arrivate ai 32 anni in modo regolare, attraverso delle tempistiche canoniche, io mi accorgo di aver percorso un percorso molto meno lineare.

Viviamo in una società che ci obbliga (noi donne in particolare) a passaggi obbligati: compiere gli studi, trovare una stabilità affettiva, trovare lavoro, sposarsi e mettere al mondo bambin*. Intendiamoci: sono felice di aver attraversato alcune di queste tappe (e di averne aggiunte altre) in ordine sparso ma devo ammettere che quando mi ritrovo con estranei dover giustificare le mie scelte (che si spiegano poco proprio perché esulano da questa ritualità) mi mette un po’ in difficoltà.

Aderire o no a questo calendario socialmente imposto decreta spesso il nostro livello di soddisfazione (“ma come, più di trent’anni e ancora niente figl*?!, Ma come, hai lasciato il fidanzato storico per uno scapestrato che non può garantirti nulla?!!”).

Credo che sia molto pericoloso perché ci porta ad attribuirci precisi meriti o demeriti proprio sulla base di queste ipotetiche conquiste.

Eh già: e se io non ne volessi, di figli? non dovrei sentirmi meno donna.  E se non volessi un compagno con il classico “bel lavoro” perché vorrei diventare io stessa autonoma, con buona pace del compagno che mi mantiene?

Credo che per evitare di cadere in questa “trappola sociale” la soluzione sia quella di individuare quelle risorse che ci permettano di piegare il tempo alle nostre esigenze, e non viceversa. Il tempo, quindi, come percorso per andare alla ricerca del nostro potenziale, per farci fiorire indipendentemente dalle tappe forzate di un cammino che ci vorrebbe tutt* identici.

Non è facile, è vero: la non aderenza ad uno schema genera maggiore libertà e a volte è difficile da controllare. i dubbi rispetto a cosa si sta facendo, le domande le curiosità o le più o meno velate critiche di parenti ed amici non sono facili da gestire.

Se anche tu vuoi lavorare sulla riscoperta del valore del tempo, se vuoi mollare gli ormeggi da quelle tappe obbligate che ti tengono ancorata ad un cammino di cui tu non riconosci la bontà ma non riesci da sola ti aspetto in studio, oppure online!

Già, perché a novembre parte Donne in rinascita, il corso on line che ho pensato per tutte quelle donne che non possono partecipare alle attività in studio ma hanno bisogno di un sostegno per lavorare alla costruzione del proprio personale cammino, riconoscendo il potenziale, le risorse e gli interessi, perché la propria vita possa assomigliare sempre più a quella desiderata!

Il corso si svolgerà on line e si articolerà in 4 passaggi  3 mail contenenti suggerimenti e stimoli e un incontro via skype (o sulla piattaforma che preferisci) – e sarà corredato da un gruppo fb, chiuso, entro il quale condividere le proprie esperienze.

Se vuoi maggiori informazioni scrivimi pure 🙂

ti aspetto!

Alessia

 

(immagine: web)

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Sei affetta anche tua dalla “Sindrome di Penelope”?

Ottobre è il mese in cui  progetti – avviati sulla fine dell’estate – entrano nel vivo.

Ti capita mai di avere grandi idee che non riesci a trasformare in progetti veri? A me capita, spesso. Mi viene in mente un’idea, spendibile sul lavoro, a cui inizio a dedicarmi; quando la metto per un attimo da parte, giusto per farla decantare qualche settimana, perde di energia e realizzo che la mia opinione è cambiata.

Capita anche a te di avere buone idee che non riesci a sviluppare o di avviare progetti che poi non porti a conclusione?

Credo che il primo passo da fare, per cercare di combattere questo pensiero auto-sabotante, sia individuare le possibili cause:

  • Il tempo: l’idea è buona, ma non ho abbastanza tempo per realizzarla; oppure avrebbe risposto bene ad un bisogno ormai estinto. Se il problema è il tempo (l’idea che arriva in “controtempo” rispetto a ciò che si dovrebbe fare) credo che l’unica soluzione sia quella di programmare meglio il nostro lavoro. Interrogarci spesso su ciò che potremmo fare per non sprecarlo;
  • Il coraggio: questo è tutto un altro genere di problema! Una sorta di “vorrei ma non posso”. L’idea è buona ma non ho la forza di spingermi in fondo per vederla realizzata (ciò potrebbe comportare diverse tipologie di impegno: pubbliche relazioni, prendere contatti specifici con chi potrebbe aiutarmi a realizzarla, pubblicizzarla…). In questo caso credo che la soluzione sia quella di cercarla nell’Empowerment: convinciti della bontà della tua idea, punta in alto (indipendentemente dagli sforzi che devi fare)… il successo può dipendere proprio dallo sviluppo di quell’idea che ti è balenata in testa così, quasi per caso… convinciti di meritartelo!

 

Mi rendo conto che le soluzioni non siano in realtà troppo scontate. Già – direte – come faccio a convincermi della bontà della mia idea se non metto a tacere la mia vocina critica interiore che giudica passo dopo passo (con frasi del tipo “ti porterà via tempo per nulla, andrai a spendere una montagna di soldi senza la certezza del risultato…”) tutte le azioni che dovrei fare per svilupparla??

Si tratta di spezzare un’abitudine, un modo tipico di pensarsi che è fatto di giudizi e rimproveri.. noi donne siamo esperte in questo perché spesso ci viene tramandato insieme a tutti gli stereotipi che vorrebbero fare di noi tutto tranne che delle donne di successo.

Se credi di aver bisogno di sostegno in questo percorso, ti svelo una bella novità!

A novembre partirà il mio nuovo corso

Donne in rinascita, percorsi sulla strada del cambiamento

Si tratta di un corso che ho pensato per tutte coloro che hanno bisogno di svelare le proprie potenzialità eliminando quelle gabbie mentali che ci portano a bloccarci o, peggio ancora, a muoverci in cerchio anziché in avanti. Il corso si svolgerà on line, per una durata di 1 mese. Si comporrà di mail dedicate, esercizi, una skype call e un gruppo fb chiuso dentro al quale scambiarsi ulteriori spunti di riflessione. Se vuoi conoscere qualche piccola anticipazione scrivimi pure ad alessia.dulbecco@alice.it, altrimenti… stay tuned!

 

A presto!

Alessia

 

(immagine: dal web)

 

 

Facciamo il punto?

Generalmente utilizzo il blog per scrivere brevi articoli sui miei argomenti preferiti: gli stereotipi, il sessismo dilagante, l’immaginario televisivo e pubblicitario che umilia la figura femminile, il mondo dell’educazione relegato ad una dimensione marginale, come se tutto dovesse essere per forza “psicologico” e mai “pedagogico”.

Oggi, invece, ho deciso di spendere qualche minuto facendo il punto della situazione rispetto al mio percorso, personale e professionale.

Chi mi segue con assiduità saprà che tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo sono successe molte cose: lo scorso autunno mi sono trasferita a Firenze, pochi mesi dopo ho dato vita a questo blog. Ad inizio anno ho ripreso con la formazione e attualmente continuo a occuparmi di tematiche di genere seppur con una visione più ampia…insomma, di cambiamenti ce ne sono stati tanti.

Proprio per questa ragione vorrei darvi qualche dettaglio in più rispetto a quanto sto portando avanti con grande impegno e tante soddisfazioni 🙂

– Anzitutt la  parte social:

Ho aperto da poco twitter (mi trovate come @AlessiaDulbecco)…ancora sto cercando di orientarmi però mi piace, è una forma comunicativa ridotta all’essenziale e molto interattiva. Se vi va seguitemi, sarete sempre aggiornati con i contenuti e i tweet sulle nostre tematiche preferite.

Oltre a twitter ho aperto una pagina facebook: questo il link diretto https://www.facebook.com/pages/Alessia-Dulbecco/454815091333027?fref=ts . Diversamente dal blog, sulla pagina pubblico anche molte notizie e contenuti che trovo in rete e che credo sia importante  e giusto diffondere. Se siete interessati a tematiche educative, alle questioni di genere vi consiglio di mettere il like.. molti contenuti potrebbero interessarvi 😉

Ultimo, ma non meno importante, il sito web! http://www.alessiadulbecco.com è stato recentemente rivisitato per renderlo più accessibile e fruibile. Nel sito ci sono informazioni rispetto ai servizi professionali che realizzo (consulenze, corsi di formazione etc). Date un’occhiata se vi va… e se avete bisogno del mio supporto potete contattarmi tranquillamente 🙂

– Dal social alla grafica…

La parte social mi porta anche a parlarvi di questioni grafiche! mi sono affidata ad una bravissima web designer che ha progettato per me un nuovo design che diverrà la mia immagine coordinata…perciò preparatevi: presto vi farò scoprire il mio nuovo logo! 😉

– Le collaborazioni:

Ad inizio del mese di aprile sono stata contattata da una cooperativa che si occupa di realizzare interventi educativi per bambini con problemi di apprendimento. Tra qualche giorno comincerò un primo ciclo di incontri coi genitori dei bambini per predisporre le basi in vista di un servizio nuovo che la cooperativa renderà disponibile: brevi serate di approfondimento su tematiche specifiche unite a percorsi di  sostegno alla genitorialità per mamme e papà che riscontrano qualche problema nella gestione dei propri figl* ! Sono molto felice di tutto ciò, è un bel progetto e il gruppo delle educatrici che lavorano in cooperativa è accogliente e disponibile…. ci sono tutte le premesse per un bel lavoro di squadra!

Pochi giorni fa sono stata contattata inoltre da una scuola di counselling per attivare percorsi formativi specifici sulle questioni di genere… la notizia è fresca fresca ma prometto di darvi presto nuovi aggiornamenti!

Ho inoltre intervistato la Dr.ssa Silvia Ferrari, pedagogista e amministratrice di molte pagine Fb, tra cui la seguitissima Redazione Pedagogica, che ha dato il titolo al suo blog inaugurato da poche settimane – con la quale ho avuto una bella chiacchierata virtuale a proposito della sua visione pedagogica e rispetto all’importanza della divulgazione in rete di notizie a carattere educativo…l’intervista è in fase di analisi e conto presto di pubblicarla!

– Le pubblicazioni:

Ho recentemente scritto un articolo per la rivista della mia scuola di counselling. L’argomento? il counselling complementare all’interno delle relazioni di aiuto in un centro antiviolenza… non male, eh? Al momento è in fase di analisi da parte dela commissione esaminatrice… spero di potervi presto aggiornare scrivendovi che è stato accettato e verrà pubblicato!

 

 Insomma… in circa otto mesi direi che qualche passo in avanti è stato fatto! Da brava “self-counsellor” rifletto sul mio percorso e non posso che esserne felice: spesso è tutto molto faticoso ma sono stata ripagata. Spero sempre più di contestualizzare la mia professionalità e crescere… ma tutto questo non sarebbe possibile senza di voi: che mi seguite sul blog, che commentate i miei post, che mi fate sentire sempre la vostra presenza ! Per cui il finale di questo articolo – un po’ autocelebrativo, ma ci sta! – lo dedico a voi: