Storie di ordinario sessismo

In due giorni, due episodi odiosi.

clio

Il primo: intervistato dai microfoni di radio2, Giovanni Veronesi, regista italiano famoso per manuale d’amore e genitori & figli, parla di Clio Zammatteo,  truccatrice e blogger, come di una “culona“.

Il secondo: durante la cerimonia di insediamento del nuovo Presidente della Repubblica, Silvio Berlusconi (più in forma che mai…) incontra l’On. Rosi Bindi e,attraverso un solo scambio di battute riesce ad attaccarla pubblicamente. Questa l’infelice uscita di berlusconi:

 «Ho visto che ha versato lacrime di commozione, non ce lo aspettavamo da un uomo… pardon, da una donna, come Bindi, tante lacrime».

In due giorni, due storie di ordinario sessismo.

Cosa c’è di grave, in questi due episodi? Anzitutto il fatto che la denigrazione costante della donna (sempre e solo per il suo aspetto fisico) è ormai un fenomeno pervasivo e proviene da ogni settore: politico, sociale, culturale.

E’ vero, molti si indignano (basti pensare all’ondata di polemiche che ha suscitato in rete l’affermazione di Veronesi). Ma spesso l’indignazione nasce da un generico “non si parla così, ad una donna”: non c’è una riflessione autentica sui motivi per cui non si deve parlare così. non si condanna quell’affermazione in quanto sessista e lesiva della dignità (di una donna, perché a nessuno viene in mente di denigrare un uomo per la sua bruttezza).

L’indignazione, poi, è maggiore quando la persona colpita è una bella donna (e sfido chiunque a dire che Clio sia  brutta!): nei confronti di Rosi Bindi l’opinione pubblica si è mossa in maniera molto più soft (ricordiamo che già in passato l’onorevole era stata attaccata pubblicamente per il suo aspetto fisico, e sempre da Berlusconi.

La politica è responsabile nel modo in cui la donna è rappresentata (se bella e giovane è stupida e ricopre certi incarichi istituzionali solo per  meriti estetici/sessuali; se avanti con l’età o “brutta” che sia intelligente o no, non importa).

Anche il cinema ha le medesime responsabilità: come sono rappresentate le donne che compaiono nelle pellicole di Veronesi? Quali stereotipi le caratterizzano? Sono belle (spesso) e vivono storie d’amore romantiche e complicate.

Credo sia importante continuare a stigmatizzare comportamenti sessisti e provare a interrogarsi sui motivi per cui risulta sempre così importante giudicare una donna, a livello pubblico,  a partire dal suo aspetto fisico.  Io preferirei lasciare il gusto personale (“è bell*”, “mi piace”, “l* trovo sexy” etc…) alla sfera privata. Sarebbe bello per una donna essere valorizzata, anziché disprezzata. Sarebbe bello per una donna essere considerata per ciò che è, anziché per il modo in cui appare.