La formazione del pedagogista: i libri che strutturano una professione

L’articolo di oggi si colloca, come quello precedente, alla ricerca dei volumi a mio avviso indispensabili per dare solidità alle professioni educative e pedagogiche.

L’approfondimento di oggi, quindi, è dedicato ai libri che consiglio di leggere ad educatori/trici e pedagogisti/e sia rispetto alla definizione di queste due professioni – e quindi ai margini di azione – sia rispetto ai possibili ambiti in cui il lavoro educativo e pedagogico può, con le loro specificità, svolgersi.

Partiamo?

gennari

Mi sono formata all’Università di Genova, sotto la guida (per tutti e cinque gli anni) di questo importante pedagogista italiano. Le basi, per me, restano i volumi che il gruppo di professori da lui capitanato ha prodotto negli anni. Sono libri complessi, questo è risaputo, ma a mio avviso costituiscono delle basi solide per fare chiarezza sulla storia delle pedagogia e i suoi confini epistemologici. Certo, si può fare il pedagogista affidandosi solo ai manuali, sicuramente molto più utili per definire questa sfera del sapere nella sua praticità (chi è il pedagogista, cosa fa, come interviene). Dal mio punto di vista, però, il rischio dei manuali – non sostenuti da solide conoscenze – è che offrono poco da un punto di vista contenutistico. Dicono come si fa qualcosa – ad esempio quello super interessante del collega Pier Paolo Cavagna di cui parlerò più avanti parla della progettazione pedagogica – ma non basta “fare”, in pedagogia. Bisogna prima aver chiaro cosa è questa Scienza per avere chiari i suoi confini e, quindi, le sue modalità di azione. E’ un libro che consiglio a tutt* coloro che stanno studiando per intraprendere questa professione con lealtà (perché di buffon* che si inventano professionist* ce ne sono tanti) e coraggio.

vanna iori

Un altro testo importante alla luce delle ultime novità in merito al riconoscimento della nostra professione. L’On. Iori, promotrice della legge, realizza un libro a più voci per indagare le due professioni definendo i loro margini di azione. Un testo indispensabile.

La professione Pedagogica

Una carrellata, ora, di libri che possono aiutare i pedagogisti a seconda del settore professionale prescelto

progett

Un manuale rapido, semplice, valido per tutti i pedagogisti (a prescindere dall’ambito lavorativo) perché tutti saranno chiamati a realizzare progetti pedagogici. Un testo utile anche agli educatori, per la loro pratica quotidiana.

LAVORO PEDAGOGICO

Un testo ormai datato che riassume bene, però, l’intensità del lavoro pedagogico; il suo continuo essere nel qui ed ora, nell’ascolto delle emozioni e dei loro significati.

SOSTEGNO GENITORIALITà

Anche questo è un volume datato ma significativo per definire il lavoro del pedagogista nel suo ruolo di sostenitore delle famiglie. Avere cura di questo soggetto sociale attraverso i percorsi di sostegno alla genitorialità è, intatti, uno dei compiti che i pedagogisti sono chiamati a svolgere. Si tratta di un lavoro complesso che non riguarda solo le famiglie in difficoltà ma in realtà tutte le famiglie colpite da una crisi nei modelli identificativi e nei tempi ad essa dedicati.

consulenza educativA

Un altro testo importante per chi vuole operare nell’ambito della consulenza per definire la dimensione pedagogica (con tutto ciò che essa può apportare di positivo) all’interno della relazione di aiuto.

clinica

Un altro testo per me indispensabile (fu il nucleo centrale della mia tesi) per approfondire la pedagogia clinica – in una versione differente rispetto alle tante “pedagogie cliniche” con tanto di “marchio registrato” accanto – che oggi spopolano. Un testo articolato per tesi con un filo conduttore ben preciso: partire dal prendersi cura del soggetto affinché egli possa arrivare ad avere cura di sé.

 

La professione educativa

osservazione comportamento

Un testo importante per ogni educatore che si ritrovi a lavorare con bambini/e. L’osservazione del loro comportamento è infatti indispensabile per definire il progetto educativo.

osservazione al nido

Un ulteriore approfondimento rispetto all’osservazione, in questo caso nell’ambiente del Nido.

progetto educativo

Se il lavoro educativo si svolge in comunità, invece, bisogna indagare la specificità di tale contesto per definire il margine di azione sugli/lle ospiti.

 

Il lavoro educativo non si ferma qui, ovviamente, molti sono gli ambiti che non ho preso in considerazione in questo articolo. Uno – interessantissimo – è quello curato e approfondito dalla collega Ylenia Parma che concerne l’invecchiamento attivo e la terza età.  Altri hanno a che fare con le dipendenze, il ritardo e la disabilità.

Anche se non esaustivo – mi auguro di poter dedicare altri articoli ai temi illustrati precedentemente – spero che l’articolo sia utile ai vostri fini professionali. Mi farebbe piacere avere da voi feedback e domande. Se vi va, condividete con me la vostra esperienza professionale: il confronto è sempre motivo di crescita.

Vi ricordo che sono sempre raggiungibile tramite messenger (alla pagina fb ) o via mail.

Se vi va, condividete l’articolo 🙂

Dr.ssa Alessia Dulbecco

La formazione del pedagogista: i libri che strutturano una professione

Ho pensato di pubblicare alcuni articoli del blog su un tema che mi sta molto a cuore:

quali libri possono contribuire a formare il pedagogista, a seconda dei vari contesti in cui può esplicitarsi la sua professione?

Il primo “contesto” dal quale vorrei partire è quello che maggiormente mi caratterizza professionalmente. Come forse saprete, uno degli ambiti in cui ho scelto di declinare la professione pedagogica è quello relativo agli studi di genere e alla violenza di genere. Mi sono ritrovata a dovermi ritagliare uno spazio all’interno di un contesto professionale spesso caratterizzato dalla presenza di altre figure (in primis psicologi/e e assistenti sociali) per poter dare dignità al ruolo della pedagogista, sia nell’ambito delle consulenze sia in quello di studio e riflessione su questi argomenti.

Cominciamo ora una breve rassegna di libri che mi sento di consigliare a tutti i colleghi/e che decidano di collocarsi professionalmente in questo ambito.

L’elenco ovviamente non ha la pretesa di essere esaustivo ed è in costante aggiornamento. Cominciamo?

Le basi

Come prima cosa segnalo i volumi che costituiscono a mio giudizio una solida base da cui partire per cominciare a inquadrare il fenomeno.

Si tratta di un libro datato (la prima pubblicazione è del 2000) e di volta in volta rinnovato. Affronta in maniera approfondita il tema della violenza di genere e rappresenta un buon strumento per chi vuole formarsi professionalmente.

Un testo che contiene più voci, appunto, proprio perché scritto da professioniste provenienti da ambiti diversi. A mio parere il punto di forza è la capacità di problematizzare le competenze che le professionalità educative devono acquisire per lavorare a fianco delle donne (e dei loro figli/e) che hanno subito violenza.

Un altro volume indispensabile per comprendere i meccanismi che legittimano e definiscono la violenza.

Un altro utile strumento di lavoro, pensato per chi vuole avvicinarsi alle tematiche inerenti la violenza di genere mappando il linguaggio che la contraddistingue.

A mio giudizio un altro testo indispensabile che illustra come il nostro lessico contribuisca a mantenere e creare una cultura sessista, xenofoba e razzista.

Il tema del corpo

Due libri, entrambi a cura della Prof. Ulivieri, ordinaria di pedagogia generale e sociale all’Università di Firenze. Entrambi hanno lo scopo di individuare i fattori sociali, educativi e culturali che portano a considerare il corpo femminile come oggetto, pertanto come elemento disponibile alla violenza maschile.

Un altro testo significativo di una scrittrice britannica sulla mercificazione del corpo femminile nella sessualità, nel capitale di genere, nel lavoro domestico.

Educazione e stereotipi

Due testi, scritti a distanza di quasi 40 anni. Nel primo, l’autrice indagava i condizionamenti culturali che definivano la disparità di trattamento tra maschi e femmine. E negli anni 2000, cosa è cambiato?

Un altro volume importantissimo, una ricerca finalizzata ad individuare il sessismo che si nasconde (nemmeno troppo, mi verrebbe da dire) nei libri di testo in particolare delle elementari.

Un altro volume significativo, che indaga sulla discriminazione di genere e su quella anagrafica.

I progetti educativi

Due libri interessanti, per lavorare in chiave educativa sulla violenza di genere e sulla sua prevenzione.

Un altro testo utile per decifrare il linguaggio televisivo ed osservarlo così in maniera critica. Contiene anche esercizi da utilizzare con ragazzi/e e adulti/e allo scopo di riflettere meglio sulle modalità televisive e comunicative che legittimano certe modalità di intendere il ruolo femminile.

L’attenzione ai media

Senza i lavori della Zanardo sul ruolo dei media nella legittimazione della violenza di genere, molti movimenti forse non sarebbero nati e non avrebbero acquisito quella valenza che oggi hanno. Due testi che non si possono non conoscere. Il secondo contiene alcuni “esercizi” pratici ricavati dallo strumento “nuovi occhi per la tv” realizzato dalla stessa Zanardo e portato nelle scuole, per riflettere criticamente sulle immagini televisive e sull’immaginario che veicolano.

Un altro testo divulgativo, semplice nella lettura ma dai contenuti profondi. Un saggio per capire perché l’Italia dei primi anni 2000 (ma anche di oggi) offende le donne.

I contenuti giuridici

Due testi importanti, uno (quello di Sorgato) più divulgativo, l’altro più tecnico, per capire cosa prevede la legge di fronte al reato della violenza domestica, ma non solo.

Un volume completamente dedicato allo stalking. Le caratteristiche di personalità di chi lo agisce, alcune testimonianze, il punto di vista legale.

Il punto di vista maschile

Cento aforismi con cui l’autore si pone domande sull’universo maschile e sulla confusione che oggi lo caratterizza in termini identitari.

un testo importante, quello di Gasparrini, per capire come educare gli uomini a “disertare il patriarcato”.

Una storia, un romanzo. Perché anche i romanzi possono fornire importanti spunti alla propria formazione personale. La vicenda di un uomo violento e il racconto del suo cammino per riconoscerla e porvi rimedio.

Un altro testo significativo, dello stesso autore, in cui si affronta il processo di cambiamento dell’uomo maltrattante nella sua dimensione psicologica ed educativa.

Testimonianze

Due volumi diversi ma interessanti. Quello di Brilli e Guidieri contiene alcune interviste a donne che hanno vissuto sulla loro pelle la violenza domestica.

Quello di Olga Ricci racconta, sotto pseudonimo, la vicenda personale di una donna che ha dovuto subire pesanti molestie sul luogo di lavoro. Un argomento di cui ancora poco si discute all’interno del macro contenitore della violenza di genere.

Violenza assistita e orfani speciali

Forse l’aspetto più odioso di tutta la violenza di genere.

La ricerca di Baldry che ha permesso per la prima volta di guardare da vicino nella vita dei cosiddetti “orfani speciali”, coloro che rimangono orfani perché il proprio padre ha ucciso la madre.

Il tema della violenza assistita, in tutte le sue ripercussioni sociali, psicologiche ed educative.