Just Women: tra sport salute e benessere…l’arte di rendere bello il futuro!

Si sa, in Toscana – e segnatamente a Firenze – il tessuto associativo è ricco e ben radicato sul territorio. Moltissime sono le associazioni, nate in tempi più o meno recenti, che si occupano di promuovere la cultura e la coesione sociale. Una, però, è davvero particolare.

L’associazione a cui mi riferisco si chiama Just Women.  Un nome impegnativo e allo stesso tempo semplice, diretto: semplicemente donne.

L’associazione è nata da pochi mesi: si è costituita, infatti, solo alla fine della scorsa estate grazie alla volontà di cinque giovani donne: Claudia Arnetoli, Costanza Pallini, Simona Sardi, Emanuela Altea e Veronica Mattolini. L’intento dell’associazione è quello di creare uno spazio di condivisione e aggregazione attorno a tematiche legate al mondo del sociale e del benessere per proporre una visione alternativa (proprio grazie all’impronta femminile che caratterizza il gruppo), sviluppare progetti e proporli alla parte politica della città, creando così un filo diretto tra cittadinanza (più che mai attiva) e istituzioni.

 

 Il primo momento di incontro, scambio e condivisione è stato organizzato mercoledì scorso, 25 marzo. Titolo dell’evento: tra sport, salute e benessere…l’arte delle donne di rendere bello il futuro. come ha fatto presente Simona che,vin qualità di giornalista, si è occupata di intervistare i numerosissimi ospiti presenti, Just Women vuole essere concepita come una sorta di “salotto” della città, in cui discutere, confrontarsi e grazie agli spunti offerti dagli intervistati provare a proporre nuovi progetti legati alla qualità della vita nella nostra città. 

In un clima di apertura, di dialogo e di grande piacevolezza hanno preso parte al primo incontro moltissime personalità del mondo politico e sportivo. Tra gli ospiti Cristina Giachi, vice sindaca e assessora all’istruzione del Comune di Firenze, Andrea Vannucci, assessore allo sport, Allegra Lapi, pallanuotista della nazionale italiana e poi personalità del mondo dello spettacolo  – come Gianfranco Monti, speaker radiofonico e l’attrice Barbara Enrichi – e della salute – come Maria Teresa Cappellini, responsabile del dipartimento di Medicina dello sport dell’Asl10 di Firenze.

In un clima di partecipazione allargata, le personalità sul palco hanno interagito e introdotto altri ospiti presenti nel pubblico, come le dragon ladies, un gruppo di donne che dopo un tumore al seno e alla successiva operazione hanno deciso di formare una squadra di dragon boat e ogni giorno si allenano e gareggiano all’interno di questa pratica sportiva, o come Carlotta Filardi, nuotatrice agonistica che lo scorso anno si è trovata a combattere una battaglia enorme, per una giovane donna. Quella contro il “drago” come lo chiama lei, un tumore che si è sviluppato nel torace per combattere il quale, accanto alle cure e alla chemioterapia, ha deciso di fondare un’associazione che ha voluto chiamare tutti per totta. E poi ancora altri ospiti come  Lucia Samuelli, personal trainer degli Assi Giglio Rosso, la storica società sportiva di Firenze.

Simona ha condotto le interviste agli ospiti in modo intelligente, informale e simpatico. Le domande hanno cercato di sondare le differenze tra visione maschile e femminile nel mondo del lavoro (in politica come nel sociale, nello sport come nel mondo della salute) e il valore aggiunto che la visione femminile delle cose può portare come contributo alla società. Si è discusso di tempo libero e di quanto ciò sia un diritto acquisito o ancora da acquisire per le donne (maggiormente vincolate agli obblighi di cura nell’ambito familiare). Si è parlato della forza e del coraggio delle donne di affrontare grandi problemi e i cambiamenti sociali. A questo proposito è stato proiettato un filmato tratto dal documentario ideato e diretto da Barbara Enrichi dal titolo Variabili feminili. il documentario analizza le differenze culturali, sociali e linguistiche attraverso tre generazioni di donne che vivono in zona Tavernelle Val di Pesa e Barberino Val d’elsa.

I temi affrontati sono stati moltissimi, gli spunti di riflessione attorno a progetti già avviati (basti pensare al progetto Unplugged, per la prevenzione al tabagismo nelle scuole) o, al momento, ancora in fase di progettazione sono stati davvero tanti. 

La serata ha messo in evidenza l’importanza dello sguardo al femminile sulle questioni sociali e politiche. Emblematico, a questo proposito, è stato l’intervento di Cristina Giachi che con orgoglio ha rivendicato la declinazione al femminile del proprio ruolo politico e ha ricordato alle donne la necessità di non adeguarsi a standard maschili – dimenticando o mistificando la propria appartenenza al mondo del femminile – per poter accedere a determinati ruoli professionali.Solo rivendicando la propria appartenenza sarà possibile attivare meccanismi sociali inclusivi, che riconoscano la presenza delle donne come un valore e un plus.

Personalmente ho partecipato alla serata portando con me moltissime aspettative e sono state tutte confermate. Just women ha tutta l’aria di essere una fucina di idee per l’attivazione di nuovi progetti e favorire una nuova forma di contatto tra cittadinanza attiva e pubblica amministrazione. 

Auguro perciò alle socie fondatrici – e a tutt* coloro che credono nel progetto e hanno deciso di associarsi – un buon lavoro! La società ha un enorme bisogno della presenza femminile, delle loro idee e del loro modo di guardare a ciò che accade..Just Women può essere la risposta a questa esigenza!