L’educazione ai tempi del Coronavirus

Il 4 marzo 2020 è una data che difficilmente scorderemo. Si tratta del giorno in cui il Governo ha promulgato le disposizioni urgenti per il contenimento del Coronavirus e tutte le Regioni hanno decretato la sospensione delle attività educative e didattiche.

In questi ultimi due giorni il Centro Educativo che coordino (in cui mi sono recata, nonostante la sospensione delle attività) è stato subissato di telefonate di genitori che volevano accertarsi che davvero le attività fosse sospesa. Anche in studio ho ricevuto molte telefonate da parte dei genitori dei bambin* e ragazz* che seguo: tutti esprimevano preoccupazione – per i giorni “persi”, per la nuova organizzazione familiare da trovare – e disagio.

In sostanza, muovevano attorno ad un unico dilemma:

 

…e adesso che si fa?

Non ho pretesa di esaustività, ma ho pensato potesse essere utile raccogliere in questo spazio virtuale alcune riflessioni e spunti utili per genitori ed educatori/trici che si ritroveranno, loro malgrado, a dover gestire alcune criticità derivanti dalle scuole chiuse e dal panico generato da questo virus.

Partiamo anzitutto dai bambini/e in età prescolare.

Gestire l’emergenza: bambini/e in età prescolare

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Se il bambino/a era abituato ad andare al Nido si troverà in difficoltà soprattutto per il cambio nella routine quotidiana. E’ necessario che il genitore dia una “spiegazione” che lo aiuterà a capire ciò che sta avvenendo e, soprattutto, a contenere l’ansia derivante dall’inaspettato. Attenzione! la spiegazione non deve necessariamente essere realistica: è necessario educare i bambini/e a seguire le regole inerenti l’igiene personale (quindi insegnando loro come lavarsi le mani, come starnutire, usare fazzoletti che poi vanno buttati etc) ma non è necessario entrare nel dettaglio del perché dobbiamo farlo in questo modo. Come raccomandano anche altri pedagogisti, è molto importante contenere gli allarmismi ed evitare spiegazioni scientifiche che contribuirebbero solo a preoccupare ulteriormente i bambini/e.

Se invece i piccoli non andavano al Nido ma erano soliti passare le giornate dai nonni, è probabile che troveranno strano il fatto di dover passare molto tempo a casa insieme ai genitori (e magari vedere molto meno i nonni, essendo una categoria a rischio maggiore di contagio). Anche in questo caso è possibile optare per spiegazioni semplici utili solo a raccontare ai bimbi il perché la mamma o il babbo siano a casa.

Cosa è importante fare in questo periodo:

  • mantenere la routine: i bambini hanno bisogno di mantenere orari che siano per loro rassicuranti. Ai genitori consiglio di gestire le giornate impostando una “tabella di marcia” (sveglia – pausa di metà mattina – pranzo – riposino – attività pomeridiane…).
  • se i genitori sono a casa in smart-work, un’idea potrebbe essere quella di coinvolgere il bambino/a in qualche piccola attività che possa realizzare accanto al genitore (colorare, usare la plastilina, incollare adesivi, giocare con le costruzioni…). Questo permette al genitore di ritagliarsi del tempo per lavorare garantendo però la propria presenza al figlio/a.
  • creare insieme al bambino degli spazi di condivisione per leggere, fare attività creative. Il lavoro e gli impegni limitano spesso questa possibilità… questo virus non ha lati positivi, ma se proprio dobbiamo cercarli, beh uno può essere questo. Se volete qualche spunto utile per creare insieme al tuo bambino/a qualche attività creativa ti consiglio di seguire la pagina IG della collega Ylenia Parma,  quella della collega “Nadì” Alice Di Leva o di Francesca palazzetti, aka Mammafrau

 

Gestire l’emergenza: bambini in età scolare

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I bambini che vanno a scuola hanno subìto loro malgrado il bombardamento derivante dalle notizie diffuse a scuola, da altri amichetti o direttamente dai notiziari (a cui spesso sono esposti involontariamente).

In questo caso le spiegazioni di fantasia non servono: è bene raccontare – con parole semplici e senza ansie – che stiamo vivendo un periodo particolare. Di nuovo, è essenziale educarli alle misure di protezione (stare a distanza, lavarsi spesso le mani etc).

La fascia tra i 6 e i 10 anni è quella più esposta alla paura: i bambini captano molto bene i mezzi discorsi che spesso gli adulti fanno (pensando di non essere ascoltati), per non parlare delle notizie del Tg. E’ importante quindi limitare certi discorsi ed evitare i notiziari (meglio informarsi in maniera più discreta su internet). Soprattutto, è importante per i genitori trasmettere sicurezza: i bambini devono poter contare sulle figure di riferimento per esprimere le loro paure, non per assimilare quelle dei grandi.

Cosa è importante fare in questo periodo:

  • organizzare una routine: anche in questo caso, è importante che i bambini mantengano organizzata la loro giornata. i ritmi possono essere più fluidi, ma è necessario che ci siano.
  • compiti: appena la scuola avrà fornito le disposizioni necessarie, i bambini, sostenuti dai genitori, potranno accedere alle lezioni on line o eventualmente anche solo ai compiti tramite il registro elettronico. E’ importante che i genitori si assumano il ruolo educativo momentaneamente tralasciato dalla scuola e seguano i bambini nelle attività. Un’idea potrebbe essere quella di “lavorare insieme”: i bambini facendo i compiti, i grandi mediante il lavoro in remoto.
  • spazio alla creatività: pur nel quadro generale dato dalla routine e dai compiti, e importante in questo periodo ritagliarsi dei momenti per fare. Le attività pratiche possono fornire quello spazio utile al dialogo. Se i bambini sono preoccupati, difficilmente ve ne parleranno durante i compiti. Le loro paure, al contrario, potrebbero emergere mentre cucinate i biscotti o leggete una storia: offrite ai vostri figli spazio per affrontare insieme ciò che li spaventa.

 

Gestire l’emergenza: preadolescenti e adolescenti

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I ragazzi/e dagli 11 anni in su possono raggiungere facilmente ogni tipo di informazione. Anche in questo caso è importante che i genitori diano informazioni serie e sensate, riducendo al minimo gli allarmismi. Eviterei di equipaggiarli con mascherine e disinfettanti vari se non vi è una reale necessità; li esorterei invece a lavarsi spesso (cosa, si sa, non molto apprezzata dagli adolescenti… ma d’altronde le emergenze possono servire ad acquisire nuovi stimoli per eseguire meglio vecchie attività).

Se lo richiedono, potete approfondire l’argomento, cercare insieme notizie allo scopo di parlarne e condividere osservazioni.

Cosa è importante fare in questo periodo:

  • routine: come avrete capito, questo elemento è importantissimo per tutti. I ragazzi devono comprendere che essere a casa per un’emergenza non significa essere a casa per una vacanza. i tempi possono essere più fluidi ma è necessario che facciano più o meno le stesse cose di prima (alzarsi sempre in una certa fascia oraria – esempio tra le 7.30 e le 8.30 – fare i compiti, leggere, guardare la tv, se gli spazi domestici lo consentono fare un po’ di sport…).
  • compiti: nell’attesa che a scuola si adegui alle lezioni in remoto è possibile sostenerli in un ripasso di alcuni argomenti. i ragazzi che interrompono la routine dello studio tendono a fare più fatica a seguire un metodo di studio efficace. Se hai bisogno, qui trovi un post in cui ti spiego come educo al metodo di studio i miei ragazzi, ti consiglio anche il post del collega Luca Pollara.

 

Se si ammala un genitore…

In alcune zone d’Italia lo stop alle scuole e alle attività è di tipo precauzionale: serve soprattutto per contenere la diffusione ed evitare pesanti ripercussioni sulla sanità. Tuttavia, in alcune zone,  vi sono focolai attivi e la quarantena è obbligatoria: vi sono molti contagiati e tra questi anche genitori.

Che fare in questi casi?

E’ necessario fornire informazioni chiare ai figli, raccontando (con parole commisurate all’età) cosa sta accadendo. Come già detto, è importante che i ragazzi/e (di qualunque età!) vi percepiscano calmi e, compatibilmente alla situazione, tranquilli. Per una maggiore rassicurazione potete scegliere di fare video chiamate frequenti: nonostante la distanza i vostri figli vi sentiranno più vicini e potranno accertarsi con i loro stessi occhi rispetto alle vostre condizioni generali.

Alcune risorse per gli adulti

Nella mia esperienza, ho notato che sono due le categorie maggiormente colpite da questo stop forzato: i genitori e gli educatori/trici.

Entrambe le categorie hanno bisogno di differenti stimoli: confronti con esperti, rassicurazioni rispetto alle strategie educative applicate in mancanza della scuola, nuovi strumenti. Vi rinvio pertanto all’ultimo articolo della collega Annalisa Falcone in cui trovate molti spunti interessanti per accrescere la vostra formazione. I suggerimenti proposti variano da film, documentari a libri “più o meno per addetti ai lavori”… troverete sicuramente la risorsa che più fa al caso vostro!

Vi rimando, per finire,  alla mia pagina dove troverete alcuni approfondimenti e in particolare il nuovo servizio di sostegno pedagogico per genitori, ragazzi e colleghi/e.

Spero che i suggerimenti siano stati utili, attendo i vostri commenti!

Alessia

 

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In copertina: foto di Bryon Lippincott

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