La violenza contro le donne è tra le righe

Oggi, come ogni 25 novembre, si celebra una giornata che rappresenta la sconfitta di tutt*. Un mondo che ha (ancora) bisogno di una giornata così, per sensibilizzare le persone nei confronti degli abusi, delle violenza, dei femminicidi subiti dalle donne è – diciamocelo – un mondo che ha perso.

Non starò qui a ricordare perché abbia – purtroppo – ancora senso una ricorrenza come questa (andate sulla pagina istat e troverete, numeri alla mano, il perché di questa giornata).

Quello che mi preme ricordare è che questa giornata non dovrebbe essere funzionale a ricordare quanto ingiusto sia subire violenza- e in alcuni casi anche la morte – per mano di chi dice di amare: tutt* si schierano ovviamente contro comportamenti di questo tipo.

Oggi troverete ovunque – dalle foto profilo di Fb fino agli status o ai post – immagini e frasi di persone che si professano contro la violenza sulle donne.

Già, schierarsi in questo senso è facile. Chi direbbe che è giusto picchiare una partner se non ci prepara la cena o se scambia una battuta con un altro uomo?

Ma quant* appoggiano una donna che si ribella ad una battuta sessista? Quanti si sentono in diritto di fare “complimenti” non richiesti ad una ragazza? Quanti spiegano alle donne come dovrebbero pensare/agire/fare?

Purtroppo, questi comportamenti non sono ancora considerati nella loro gravità. Spesso vengono screditati (“ma è solo una battuta!”, “ma lo dico per te”, “ma è solo un complimento!”).

In realtà, come ormai gli studi hanno ben illustrato, la violenza – quella più brutale, fatta di botte, insulti e in taluni casi di morte – non si verificherebbe se a sostenerla non vi fossero atteggiamenti di questo tipo.

(fonte chayn Italia)

La violenza esiste e continua a mantenersi forte e in vita grazie alle forme implicite, silenti, che giustificano una cultura patriarcale e maschilista. Sono atteggiamenti ormai acquisiti e spesso agiti anche dalle donne nei confronti di altre donne (si definisce “maschilismo interiorizzato).

Per mol* sembra assurdo ma le conseguenze più gravi sono in realtà possibili semplicemente dalla reiterazione di questi atteggiamenti.

Una giornata come questa è funzionale solo se contribuisce a mettere in discussione questi atteggiamenti, se permette ad ognuno – uomo e donna – di giudicarli negativamente e scegliere di non applicarli più.

Informatevi, provate a mettere in discussione questa modalità, alzate la testa nei confronti di chi dice siano “solo battute”.

Oggi, come in tutti gli altri giorni dell’anno, abbiamo bisogno di alleati/e, non di persone che si rammaricano ogni volta (più o meno una volta ogni SESSANTA ORE) in cui il tg dà la notizia di un altro femminicidio.

E tu, da che parte stai?

dr.ssa Alessia Dulbecco

Contro gli stereotipi… nella giornata internazionale degli Uomini

Sono sicura che tutt* sappiano che l’8 marzo si celebra la giornata internazionale della Donna. Quant*, però, sanno che esiste anche una giornata Internazionale dell’Uomo??

Oggi si celebra (vabbè, si, si fa per dire…) proprio questa ricorrenza.

Personalmente trovo che le “giornate internazionali del….” siano davvero troppe (si va da quelle importanti e significative, come quella della Memoria o contro l’AIDS ad altre – tantissime! – che quasi non vogliono dire nulla…). Quando ho letto di questa giornata ammetto di essermi avvicinata in modo un po’ titubante.

L’obiettivo della giornata internazionale dell’uomo, però, è quello di  di diffondere dei modelli maschili positivi, sensibili nelle relazioni tra i generi. Per questo motivo ho pensato che potesse aver senso parlarne, soprattutto in termini di parità di genere.

Ricordo, infatti, che il problema degli stereotipi non coinvolge solo le bambine ma anche i maschi. Educare bambini ad essere solo forti o coraggiosi (ad esempio) significa precludere loro tantissime possibilità, esattamente come educare le bambine ad essere carine e sensibili significa togliere loto moltissime alternative.

In una giornata come quella attuale, quindi, mi sento di consigliarvi un libro: per i bambini – Uomini di domani.

Il testo si intitola La Dichiarazione dei diritti dei maschi, edita da Lo stampatello. E’ un libro per bambini scritto sotto forma di articoli ed ognuno identifica un diritto di cui tutti i bambini devono poter godere.

dich diritti maschi copertina

diritti dei maschi

(immagini tratte dal volume)

Se una giornata come questa ha un senso io credo sia nella possibilità di diffondere buone pratiche. Il contrasto agli stereotipi di genere è SEMPRE una buona pratica.

Spero che questo consiglio di lettura possa esservi stato utile, se vi va potete scrivermi per dirmi se lo avete letto… mi farebbe piacere!

A presto,

Alessia

Natale, giochi…stereotipi.

Ci siamo: nonostante il calendario cerchi di riportarci alla realtà di un novembre piovoso ed incerto, le città e in particolare le vetrine dei negozi  si stanno già riempiendo di luci calde e addobbi natalizi. Complice anche l’ormai famoso (anche in Italia) black friday, le persone si stanno preparando agli acquisti natalizi con particolare attenzione, come il periodo richiede, ai regali per i bambin*.

Se fino a qualche anno fa era considerato “normale” entrare in un grande negozio di giochi e aspettarsi interi reparti tutti rosa e altri tutti blu, perfettamente impermeabili tra loro, oggi – grazie alle numerose campagne contro gli stereotipi – le cose stanno lentamente cambiando… per lo meno sulla carta.

Grazie alla sensibilizzazione che tanti attivitst* (raggruppati in associazioni, collettivi etc) sono riusciti a condurre – un passo per volta, con tante difficoltà – possiamo dire che l’attenzione su questi temi oggi è decisamente più elevata di un tempo.

Ricordiamo dove nasce il problema: la segregazione che è stata imposta, in particolare ai bambin*, attraverso regali che si “pensava” adatti a loro a seconda del genere (e quindi per sintetizzare e riassumere: mega ondate di oggetti rosa, carrelli della spesa, bambole, trucchi etc per le bambine e mega carrellate di oggetti blu, mostri, supereroi, giochi per sviluppare la creatività per i bambini) si è rivelata pericolosa per entrambe le categorie. Se alle bambine ha precluso la possibilità di sperimentarsi in qualcosa di diverso dall’essere mamma, brava casalinga o prepararsi ad un futuro da icona sexy, per i maschi è stata un modo per renderli analfabeti emotivi (perché i giochi li hanno addestrati ad essere coraggiosi, intraprendenti, al limite arrabbiati,  e non c’èra spezio per sperimentare tristezza o paura) ma decisamente più preparati delle bambine a confrontarsi con la realtà esterna.

Sul tema moltissim* studiosi hanno scritto e prodotto tesi sostenibili (vi ricordo il bel saggio di Irene Biemmi, gabbie di genere, proprio su questi aspetti) e per questo oggi vi è un’attenzione notevole a riguardo.

Questo però non è un trend costante: lavorando all’interno di servizi educativi che raccolgono utenti medi, posso affermare che ancora oggi gli stereotipi sono duri a morire. Incontro nella mia attività mamme che cercano di orientare i bambini a giocare con macchinine e a non toccare i giochi (che lascio volontariamente presenti e disponibili sempre) che riguardano le principesse, la toeletta di Elsa, le bambole. Incontro altri genitori che si preoccupano se alla figlia non piacciono i cartoni sopraccitati e si orienta invece verso i giochi con i personaggi trasformer.

Il Natale può essere un’occasione interessante per continuare a sensibilizzare sulla tematica e per questo vorrei condividere con voi qualche suggestione:

Provate a capire cosa vorrebbero i vostri figl*

Se ritenete che i loro desideri siano frutto di un marketing aggressivo che ormai li ha già avvicinati a ciò che “dovrebbero” desiderare, provate a portarli con voi in giro e fateli sperimentare nelle corsie dei giochi dedicati al “sesso opposto”. Per esperienza posso assicurarvi che saranno molto, molto incuriositi.

Cercate giochi che li stimolino ad acquisire competenze, più che a esercitare ruoli.

Giochi sulle emozioni, giochi che permettano l’acquisizione di un pensiero divergente, giochi “da tavolo”, in grado di fornire un’occasione di scambio per tutta la famiglia sono decisamente interessanti.

Oggi il natale non rappresenta più quel momento, atteso per tutto l’anno, in cui il bambin* può finalmente ottenere quanto sognato per mesi.

I genitori hanno la possibilità di accontentarli spesso, durante l’anno, e per questo potrebbe essere interessante proporre – più che dei giochi – delle vere e proprie esperienze. Trovate laboratori carini a cui iscriverli, cercate associazioni che realizzino eventi (camminate, pomeriggi creativi etc): i vostri figl* non usciranno con un oggetto (che magari dimenticheranno il giorno dopo), ma con un’esperienza che, se ben organizzata, potrebbe essere per loro ben più significativa.

E voi, su quali giochi orienterete i vostri acquisti? Se vi va fatemelo sapere!

Dr.ssa Alessia Dulbecco

 

(in copertina, una foto del progetto di dell’artista sudcoreana JeongMee Yoon, The pink and blue project)

La gentilezza è rivoluzionaria

Oggi si celebra la giornata mondiale della Gentilezza.
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È difficile parlare di gentilezza, in un periodo come quello attuale. Ci vogliono più cattiv*, nei confronti di tutt*, cercano di incattivirci provando a spiegarci che, se le cose vanno male, è “colpa” di qualcun*.
Da parte mia, l’augurio è di non dimenticarsi mai del valore di un gesto gentile. Dall’aiuto concreto ad un amic* fino al gesto gentile nei confronti di uno sconosciuto. La gentilezza è rivoluzionaria solo se viene praticata sempre.
Oggi, però, ha un sapore diverso… condividi un gesto gentile!