Di imperfezioni ed autenticità 

Uno degli elementi con cui mi capita di scontrarmi maggiormente, lavorando con le donne che si recano da me in studio, è proprio il tema della perfezione.

Madri che non si sentono in grado di gestire qualsiasi tipo di imprevisto o criticità dei propri figl*, donne che sentono di dover mantenere un certo livello di performance sul lavoro, pena la perdita del loro riconoscimento da parte dei colleghi. Donne che nella relazione di coppia non prevedono la possibilità che il partner le veda (anche) per ciò che sono o possono essere, a volte: fragili, insicure, non al top sul piano fisico.

Quello che osservo è che spesso si tratta di una  richiesta sociale a cui le donne aderiscono quasi inconsapevolmente e rispetto alla quale, però, fanno immensa fatica a distaccarsi. Come pensare possa essere diversamente, infatti: già a partire dalla nostra nascita siamo orientate a dare il massimo. Ci insegnano ad essere perfettamente operative e ‘responsive’ sotto qualsiasi aspetto (il piano fisico, quello scolastico, quello delle relazioni, quello delle attività extra scolastiche e così via…).

Liberarsi dal senso di performance è uno degli elementi su cui le donne mi chiedono, il più delle volte, di lavorare. Non ci sono ricette valevoli per tutte, ovviamente, ma uno degli esercizi che trovo più potenti rimane proprio quello di andare alla ricerca delle proprie imperfezioni provando a guardarle con occhi diversi: non come ciò che ci impedisce di essere amate o riconosciute dagli altri (“se fossi una buona madre..”, “se fossi più magra…”, “se sul lavoro non fossi così rigida…”) ma come aspetto che fanno di noi ciò che siamo, la nostra autenticità.

Anche su questi aspetti è incentrato il minicorso Donne in rinascita e, come avevo già accennato, la sua realizzazione è avvenuta proprio grazie al confronto con le tante donne che hanno lavorato con me. Un corso per chi ha poco tempo ma le necessità o la voglia di guardarsi diversamente. Ti accompagno – come scrive anche la mia fantastica super coach che ne ha parlato qui – per rimetterti in discussione. Per aiutarti a dirti tutto ciò che hai in sospeso e, quindi, a ripartire. È un corso veloce e ad un prezzo super (si tratta del mio primo corso online!): se fa al caso tuo ti consiglio di iscriverti 🙂

E tu, su quali aspetti senti di non voler più raggiungere la perfezione ma la felicità?

Scrivimi o lascia il tuo commento qui o sulla pagina fb! Ti aspetto!

 

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Per realizzare il tuo potenziale piega il tempo a tuo favore

Quando mi ritrovo a parlare con amiche che non vedo da tempo mi sento un po’ la tipica “pecora nera” della situazione: se loro sono arrivate ai 32 anni in modo regolare, attraverso delle tempistiche canoniche, io mi accorgo di aver percorso un percorso molto meno lineare.

Viviamo in una società che ci obbliga (noi donne in particolare) a passaggi obbligati: compiere gli studi, trovare una stabilità affettiva, trovare lavoro, sposarsi e mettere al mondo bambin*. Intendiamoci: sono felice di aver attraversato alcune di queste tappe (e di averne aggiunte altre) in ordine sparso ma devo ammettere che quando mi ritrovo con estranei dover giustificare le mie scelte (che si spiegano poco proprio perché esulano da questa ritualità) mi mette un po’ in difficoltà.

Aderire o no a questo calendario socialmente imposto decreta spesso il nostro livello di soddisfazione (“ma come, più di trent’anni e ancora niente figl*?!, Ma come, hai lasciato il fidanzato storico per uno scapestrato che non può garantirti nulla?!!”).

Credo che sia molto pericoloso perché ci porta ad attribuirci precisi meriti o demeriti proprio sulla base di queste ipotetiche conquiste.

Eh già: e se io non ne volessi, di figli? non dovrei sentirmi meno donna.  E se non volessi un compagno con il classico “bel lavoro” perché vorrei diventare io stessa autonoma, con buona pace del compagno che mi mantiene?

Credo che per evitare di cadere in questa “trappola sociale” la soluzione sia quella di individuare quelle risorse che ci permettano di piegare il tempo alle nostre esigenze, e non viceversa. Il tempo, quindi, come percorso per andare alla ricerca del nostro potenziale, per farci fiorire indipendentemente dalle tappe forzate di un cammino che ci vorrebbe tutt* identici.

Non è facile, è vero: la non aderenza ad uno schema genera maggiore libertà e a volte è difficile da controllare. i dubbi rispetto a cosa si sta facendo, le domande le curiosità o le più o meno velate critiche di parenti ed amici non sono facili da gestire.

Se anche tu vuoi lavorare sulla riscoperta del valore del tempo, se vuoi mollare gli ormeggi da quelle tappe obbligate che ti tengono ancorata ad un cammino di cui tu non riconosci la bontà ma non riesci da sola ti aspetto in studio, oppure online!

Già, perché a novembre parte Donne in rinascita, il corso on line che ho pensato per tutte quelle donne che non possono partecipare alle attività in studio ma hanno bisogno di un sostegno per lavorare alla costruzione del proprio personale cammino, riconoscendo il potenziale, le risorse e gli interessi, perché la propria vita possa assomigliare sempre più a quella desiderata!

Il corso si svolgerà on line e si articolerà in 4 passaggi  3 mail contenenti suggerimenti e stimoli e un incontro via skype (o sulla piattaforma che preferisci) – e sarà corredato da un gruppo fb, chiuso, entro il quale condividere le proprie esperienze.

Se vuoi maggiori informazioni scrivimi pure 🙂

ti aspetto!

Alessia

 

(immagine: web)

Sei affetta anche tua dalla “Sindrome di Penelope”?

Ottobre è il mese in cui  progetti – avviati sulla fine dell’estate – entrano nel vivo.

Ti capita mai di avere grandi idee che non riesci a trasformare in progetti veri? A me capita, spesso. Mi viene in mente un’idea, spendibile sul lavoro, a cui inizio a dedicarmi; quando la metto per un attimo da parte, giusto per farla decantare qualche settimana, perde di energia e realizzo che la mia opinione è cambiata.

Capita anche a te di avere buone idee che non riesci a sviluppare o di avviare progetti che poi non porti a conclusione?

Credo che il primo passo da fare, per cercare di combattere questo pensiero auto-sabotante, sia individuare le possibili cause:

  • Il tempo: l’idea è buona, ma non ho abbastanza tempo per realizzarla; oppure avrebbe risposto bene ad un bisogno ormai estinto. Se il problema è il tempo (l’idea che arriva in “controtempo” rispetto a ciò che si dovrebbe fare) credo che l’unica soluzione sia quella di programmare meglio il nostro lavoro. Interrogarci spesso su ciò che potremmo fare per non sprecarlo;
  • Il coraggio: questo è tutto un altro genere di problema! Una sorta di “vorrei ma non posso”. L’idea è buona ma non ho la forza di spingermi in fondo per vederla realizzata (ciò potrebbe comportare diverse tipologie di impegno: pubbliche relazioni, prendere contatti specifici con chi potrebbe aiutarmi a realizzarla, pubblicizzarla…). In questo caso credo che la soluzione sia quella di cercarla nell’Empowerment: convinciti della bontà della tua idea, punta in alto (indipendentemente dagli sforzi che devi fare)… il successo può dipendere proprio dallo sviluppo di quell’idea che ti è balenata in testa così, quasi per caso… convinciti di meritartelo!

 

Mi rendo conto che le soluzioni non siano in realtà troppo scontate. Già – direte – come faccio a convincermi della bontà della mia idea se non metto a tacere la mia vocina critica interiore che giudica passo dopo passo (con frasi del tipo “ti porterà via tempo per nulla, andrai a spendere una montagna di soldi senza la certezza del risultato…”) tutte le azioni che dovrei fare per svilupparla??

Si tratta di spezzare un’abitudine, un modo tipico di pensarsi che è fatto di giudizi e rimproveri.. noi donne siamo esperte in questo perché spesso ci viene tramandato insieme a tutti gli stereotipi che vorrebbero fare di noi tutto tranne che delle donne di successo.

Se credi di aver bisogno di sostegno in questo percorso, ti svelo una bella novità!

A novembre partirà il mio nuovo corso

Donne in rinascita, percorsi sulla strada del cambiamento

Si tratta di un corso che ho pensato per tutte coloro che hanno bisogno di svelare le proprie potenzialità eliminando quelle gabbie mentali che ci portano a bloccarci o, peggio ancora, a muoverci in cerchio anziché in avanti. Il corso si svolgerà on line, per una durata di 1 mese. Si comporrà di mail dedicate, esercizi, una skype call e un gruppo fb chiuso dentro al quale scambiarsi ulteriori spunti di riflessione. Se vuoi conoscere qualche piccola anticipazione scrivimi pure ad alessia.dulbecco@alice.it, altrimenti… stay tuned!

 

A presto!

Alessia

 

(immagine: dal web)