Parliamo di educazione emotiva…e quelle emozioni che i genitori non dicono.

Rabbia, paura, felicità, tristezza: sono emozioni che proviamo tutti/e, nessuno escluso.

Quando però mi confronto coi genitori emerge spesso il fatto che essi cerchino, per il bene dei più piccoli, di ometterne qualcuna. Così cercano di mascherare la tristezza per la malattia di un parente, o la rabbia per quell’ingiustizia subìta sul posto di lavoro.

Il problema è che  i bambini sono sensibilissimi alle emozioni, ancora di più rispetto a quelle che vengono taciute o storpiate!

Ometterle non significherà quindi non trasmetterle: probabilmente,  i bambini coglieranno qualcosa di distorto e inizieranno – passo dopo passo – a capire che alcune emozioni sono degne di essere espresse, altre meno (o per nulla).

Per questo, secondo me, è fondamentale che i genitori conoscano alcuni principi dell’educazione emotiva: essa insegna a conoscere le emozioni, comprendendo quale impatto esse abbiano nella nostra vita (alfabetizzazione emotiva) e trasmetterle. Non ci sono emozioni di serie A e di serie B: tutte devono trovare margine di espressione se vogliamo vivere bene.

Per poter trasmettere ai figli un modo sano di accostarsi alle emozioni è necessario che i genitori siano anzitutto preparati a conoscerle per trovare poi il modo migliore per coinvolgere i piccoli.

Se il tema delle emozioni ti sta a cuore e vuoi capirne di più, se sei intenzionata/o a riflettere sul modo in cui le manifesti o sul peso che dai loro, il corso in partenza presso Spazio Co-stanza  fa per te!

Un percorso dedicato ai genitori, per riflettere sul peso che le emozioni hanno all’interno della relazione educativa. Se sei interessato al percorso scrivimi, oppure contatta Spazio Co-stanza (www.facebook.com/spaziocostanza/?fref=ts).

…Ti aspetto!!

Dr.ssa Alessia Dulbecco

 

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Il tempo coi nostri figli e le regole: qualità versus quantità

Quanto tempo trascorriamo mediamente coi nostri figli/e?

ho fatto questa domanda ad alcune famiglie: amici stretti e conoscenti, colleghi di lavoro e utenti che seguono i miei percorsi. Età diverse, città diverse. La risposta è la stessa. POCHISSIMO.

Mediamente, la mattina trascorre al lavoro (per i grandi)  o a scuola/asilo/nido per i piccoli. Poi ci sono le attività pomeridiane (per i piccoli) e quelle “autentiche scocciature” (spesa/posta/banca/medico/bollette… ma potrei continuare) per i grandi.

Il tempo che resta a disposizione non sarebbe nemmeno poco, se ci pensiamo: intere serate, weekend, periodi di festa…. ma c’è un problema: non è di qualità.

Parlando con le coppie che si recano da me in consulenza mi trovo spesso a condividere con loro alcune riflessioni sul tempo che corre: siamo così presi dal senso del dovere e delle regole che spesso il tempo che trascorriamo coi piccoli è funzionale solo a dire loro cosa devono/non devono fare. Spesso ci arrabbiamo, e questo ci fa perdere altro tempo che invece potrebbe esser speso in modo costruttivo (…per citare Einstein)

ogni minuto che passi arrabbiato perdi 60 secondi di felicitò.

Le regole, i divieti, i no sono l’argomento che imprigiona la maggior parte delle famiglie con cui lavoro e limita il  loro tempo.

Certo, le regole per i bambini sono fondamentali, ma si rischia di cadere in questo loop

-spesso se ne danno troppe

-questo perché, a volte, diventano uno strumento ( per i genitori) per contenere le loro ansie

-in questo modo, quello che ne deriva è che perdono totalmente il loro potenziale.

Non c’è nulla di più pericolo di regole prive di valore, perché esse portano ad ottenere l’esatto contrario: i bambini ne colgono la vaghezza, l’inutilità e finiranno  – non solo – per non rispettarle ma anche per non riconoscere più quelle importanti dalla marea di regoline e divieti che cadranno a pioggia su di loro.

Se anche per te il tema delle regole è faticoso e ingestibile, presso Spazio Co-stanza, in via del ponte alle mosse 32-38 a Firenze, sta per partire un corso proprio per imparare a definirle, impartirle e mantenerle.. ma non solo! L’obiettivo sarà anche quello di capire cosa rappresentano per te, mamma o babbo, e capire quindi come le utilizzi all’interno della relazione educativa.

Che aspetti a prenotarti?? ..ti aspetto!!

Per qualsiasi informazione scrivimi o consulta la pagina  https://www.facebook.com/dr.ssaalessiadulbecco/

Oppure quella di spazio Co-stanza: www.facebook.com/spaziocostanza/?fref=ts