Parlami in….Stampatello!

Parlami in stampatello” è il motto di una nuova casa editrice che nasce con un intento preciso: quello di parlare di argomenti importanti con un linguaggio semplice, in stampatello per l’appunto. Gli argomenti in questione sono prevalentemente quelli che riguardano l’omogenitorialità.

Come si legge sul sito della casa editrice

Sono sempre di più i figli di coppie omosessuali in Italia ed è fondamentale per ogni bambino specchiarsi nei racconti e nei libri illustrati.

Ho letto due dei libri illustrati presenti nel ricco catalogo de Lo Stampatello: i titoli sono Il segreto di papà Perché hai due mamme?

Nel primo volume, scritto da Francesca Pardi e illustrato da Desideria Guicciardini, si raccontano le vicende di Giulia e Carlo, due bambin* che si sono ritrovati coinvolti nella separazione di mamma e papà. Si parla della paura dei piccol* di perdere il loro padre, spaventati dalla possibilità di non vederlo più come un tempo. Invece, racconta la voce narrante, il papà è sempre molto presente e si diverte con loro facendo un sacco di attività. Dopo un anno dalla separazione la mamma invita il nuovo compagno a vivere con lei e i bambin*: Carlo e Giulia lo apprezzano molto e poi capiscono che la sua presenza fa star bene anche la mamma che è più sorridente e felice. Invece quello che non capiscono è il comportamento del papà: è evasivo e quando parla al telefono bisbiglia o si sposta in un’altra camera. I bambin* iniziano a fare le più stravaganti ipotesi per giustificare la sua condotta…magari è un ladro! forse è una spia! Magari è malato e non vuole dirlo! Un giorno però il papà decide di svelare il mistero presentandogli Luca, il suo nuovo compagno! Spiega di essere innamorato e che se fosse possibile si sposerebbero, proprio come è possibile fare tra uomo e donna. Giulia è entusiasta, Carlo invece è preoccupato: sa che a scuola i compagni usano la parola “Gay” come un insulto. Così il papà decide di intervenire: parla con la maestra che terrà per l’occasione una lezione alla classe, spiegando così agli alunn* il vero significato della parola. Inoltre quando scoprono che Luca è un poliziotto anche i compagni di scuola cambiano opinione su di lui. La storia si conclude con i bambini felici per il clima di serenità riconquistato all’interno della loro grande famiglia.

E’ una storia delicata, quella raccontata dalla penna di Francesca e dalla matita di Desideria. Quelle tematiche “scomode”, che di solito spaventano i genitori (perché non sanno come parlarne, perché non sanno se sia un bene parlarne) vengono qui esposte con naturalezza e dolcezza. La separazione, il nuovo partner di mamma, il nuovo compagno di papà: una serie di passaggi che non spaventano i bambini, ben più aperti e disponibili ad accettare i cambiamenti rispetto agli adulti. E’ importante fornire loro, però, storie di questo tipo per aiutarli a rispecchiarsi in nuovi racconti  aiutandoli a capire di non essere soli.

Come si legge sul sito l’obiettivo delle storie edite da Lo Stampatello è di

prendere in considerazione quelle esperienze che meno trovano posto nella letteratura per bambini, ma che vissute in prima persona possono far sorgere nei bambini mille domande o un forte senso di alterità.

L’altra storia, scritta ancora da Francesca pardi e illustrata da Giulia Torelli  e Annalisa Sanmartino, parla di due donne che si amano e desiderano dei figli. Di nuovo, è la naturalezza con cui vengono narrati gli avvenimenti il nucleo del racconto: è vero, due donne non possono mettere al mondo un bambino, ma le due protagoniste vanno in Olanda  dove

c’è  una clinica dove dei signori gentili donano i loro semini per chi non ne ha,o per chi ne ha che non funzionano(a volte anche certi papà ne hanno bisogno).

Le due donne, rivolgendosi più volte alla clinica, riescono a mettere su una bella famiglia numerosa, come era nei loro desideri. Le scene di vita quotidiana vengono rappresentate con semplicità e leggerezza: se una mamma guida l’altra prepara i panini per i viaggi, se una accompagna i più piccoli al nido l’altra andrà con la più grande a scuola.

Di nuovo, credo che il più grande merito della storia quello di fornire modelli di famiglia, di coppia, di stili di vita differenti rispetto a quelli a cui siamo soliti pensare e che spesso affollano in modo molto anacronistico i libri di testo (specialmente delle elementari). Pedagogicamente la storia educa all’affettività, sana e rispettosa, indipendentemente dal sesso dei protagonisti. Chi lo ha detto che la “vera” famiglia è solo quella composta da una mamma e un papà? Chi lo ha deciso che la mamma deve badare ai bambin* mentre il papà si reca al lavoro? la vera famiglia ha tante facce e un unico trait-d’union: il rispetto e l’amore reciproco.

Per concludere, redo non ci siano parole migliori di queste

Tanti sono gli aggettivi che accompagnano la parola famiglia, ognuno di noi vi troverà quello che più gli somiglia: tradizionale, allargata, monogenitoriale, adottiva, ricomposta, omogenitoriale. Ciascuno di questi aggettivi non fa che restringere il campo di osservazione su una sola delle innumerevoli varianti, tutte contenute nella parola famiglia, a tutti noi cara perché parola d’amore, parola da cui veniamo e a cui tendiamo, parola che racconta cosa abbiamo preso e cosa lasceremo al mondo, di inestimabile e caro.

(ps. ricordo che Lo stampatello ha avviato una campagna di crowdfounding per poter tradurre dal francese e dare alle stampe due nuovi libri entro fine anno. I libri in questione sono La carta dei diritti dei maschi e delle femmine. Qui trovate tutte le informazioni sul progetto e le modalità per contribuire. E’ una grande azione educativa, per l’educazione all’affettività e contro l’omofobia, quella che Francesca Pardi porta avanti. Sosteniamola!)

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