La tua parola dell’anno

Ebbene, ci siamo! Un mese, SOLO UN MESE, per chiudere definitivamente questo 2017. Io ancora non ci credo! Quest’anno è letteralmente volato! Me ne accorgo ripercorrendo l’agenda, guardando gli appuntamenti, i convegni a cui ho partecipato, i viaggi fatti (sì, sono una fanatica dell’appunto selvaggio e in agenda segno tutto, dal lavoro allo svago).

Credo che la fine dell’anno sia un traguardo importante non solo per percorrere a ritroso quanto si è fatto ma, soprattutto, per guardare in avanti alla ricerca di nuovi ideali, scopi e obiettivi per l’imminente 2018.

Quali mète vorresti raggiungere? In quali contesti?

Magari è un periodo in cui sei orientata sul lavoro e i tuoi prossimi obiettivi sono esclusivamente professionali, magari sei in momento della tua vita affettiva molto delicato e in procinto di programmare eventi importanti (casa nuova, un figlio/a, un matrimonio…).

Indipendentemente da quali possono essere le mète, ho sempre bisogno di un elemento di ancoraggio ad esse. Perché un conto è avere un “buon proposito” (che sia migliorare le proprie entrate economiche o l’andare in palestra) un conto è sentirsi legata a quell’obiettivo e usarlo come propulsore per agire (hey, ti sei mai chiesta come mai i buoni propositi di gennaio diventano cose irrealizzabili a marzo?!).

L’obiettivo diventa così un impegno, un timone che orienta la nostra barca

Per fare ciò mi piace lavorare sulla Parola dell’anno: pochi esercizi, semplici e basati molto sull’intuizione, che ti aiutano a visualizzarla.

Se vuoi, puoi lavorare con me alla ricerca della tua!|

Ti propongo infatti due percorsi superspecialissimi!

Il primo è una consulenza a prezzo speciale! in 90 minuti lavoreremo assieme alla ricerca della parola che potrà guidarti nelle tue scelte del 2018. La consulenza ha un costo di 35€ e si può realizzare anche via skype… meglio di così, no?!

Il secondo percorso si compone di due appuntamenti di 90 minuti ciascuno. Avremo modo di partire dal 2017, facendo un bilancio di quanto accaduto, per concentrarci poi nella ricerca della Word of the Year. Ti svelerò inoltre qualche trucco per impiegarla al meglio. Questa seconda opzione ha un costo di 55€.

Per qualsiasi informazione o consiglio puoi scrivermi a alessia.dulbecco@alice.it.

…Ti aspetto!

Alessia

 

 

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Di imperfezioni ed autenticità 

Uno degli elementi con cui mi capita di scontrarmi maggiormente, lavorando con le donne che si recano da me in studio, è proprio il tema della perfezione.

Madri che non si sentono in grado di gestire qualsiasi tipo di imprevisto o criticità dei propri figl*, donne che sentono di dover mantenere un certo livello di performance sul lavoro, pena la perdita del loro riconoscimento da parte dei colleghi. Donne che nella relazione di coppia non prevedono la possibilità che il partner le veda (anche) per ciò che sono o possono essere, a volte: fragili, insicure, non al top sul piano fisico.

Quello che osservo è che spesso si tratta di una  richiesta sociale a cui le donne aderiscono quasi inconsapevolmente e rispetto alla quale, però, fanno immensa fatica a distaccarsi. Come pensare possa essere diversamente, infatti: già a partire dalla nostra nascita siamo orientate a dare il massimo. Ci insegnano ad essere perfettamente operative e ‘responsive’ sotto qualsiasi aspetto (il piano fisico, quello scolastico, quello delle relazioni, quello delle attività extra scolastiche e così via…).

Liberarsi dal senso di performance è uno degli elementi su cui le donne mi chiedono, il più delle volte, di lavorare. Non ci sono ricette valevoli per tutte, ovviamente, ma uno degli esercizi che trovo più potenti rimane proprio quello di andare alla ricerca delle proprie imperfezioni provando a guardarle con occhi diversi: non come ciò che ci impedisce di essere amate o riconosciute dagli altri (“se fossi una buona madre..”, “se fossi più magra…”, “se sul lavoro non fossi così rigida…”) ma come aspetto che fanno di noi ciò che siamo, la nostra autenticità.

Anche su questi aspetti è incentrato il minicorso Donne in rinascita e, come avevo già accennato, la sua realizzazione è avvenuta proprio grazie al confronto con le tante donne che hanno lavorato con me. Un corso per chi ha poco tempo ma le necessità o la voglia di guardarsi diversamente. Ti accompagno – come scrive anche la mia fantastica super coach che ne ha parlato qui – per rimetterti in discussione. Per aiutarti a dirti tutto ciò che hai in sospeso e, quindi, a ripartire. È un corso veloce e ad un prezzo super (si tratta del mio primo corso online!): se fa al caso tuo ti consiglio di iscriverti 🙂

E tu, su quali aspetti senti di non voler più raggiungere la perfezione ma la felicità?

Scrivimi o lascia il tuo commento qui o sulla pagina fb! Ti aspetto!

 

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Per realizzare il tuo potenziale piega il tempo a tuo favore

Quando mi ritrovo a parlare con amiche che non vedo da tempo mi sento un po’ la tipica “pecora nera” della situazione: se loro sono arrivate ai 32 anni in modo regolare, attraverso delle tempistiche canoniche, io mi accorgo di aver percorso un percorso molto meno lineare.

Viviamo in una società che ci obbliga (noi donne in particolare) a passaggi obbligati: compiere gli studi, trovare una stabilità affettiva, trovare lavoro, sposarsi e mettere al mondo bambin*. Intendiamoci: sono felice di aver attraversato alcune di queste tappe (e di averne aggiunte altre) in ordine sparso ma devo ammettere che quando mi ritrovo con estranei dover giustificare le mie scelte (che si spiegano poco proprio perché esulano da questa ritualità) mi mette un po’ in difficoltà.

Aderire o no a questo calendario socialmente imposto decreta spesso il nostro livello di soddisfazione (“ma come, più di trent’anni e ancora niente figl*?!, Ma come, hai lasciato il fidanzato storico per uno scapestrato che non può garantirti nulla?!!”).

Credo che sia molto pericoloso perché ci porta ad attribuirci precisi meriti o demeriti proprio sulla base di queste ipotetiche conquiste.

Eh già: e se io non ne volessi, di figli? non dovrei sentirmi meno donna.  E se non volessi un compagno con il classico “bel lavoro” perché vorrei diventare io stessa autonoma, con buona pace del compagno che mi mantiene?

Credo che per evitare di cadere in questa “trappola sociale” la soluzione sia quella di individuare quelle risorse che ci permettano di piegare il tempo alle nostre esigenze, e non viceversa. Il tempo, quindi, come percorso per andare alla ricerca del nostro potenziale, per farci fiorire indipendentemente dalle tappe forzate di un cammino che ci vorrebbe tutt* identici.

Non è facile, è vero: la non aderenza ad uno schema genera maggiore libertà e a volte è difficile da controllare. i dubbi rispetto a cosa si sta facendo, le domande le curiosità o le più o meno velate critiche di parenti ed amici non sono facili da gestire.

Se anche tu vuoi lavorare sulla riscoperta del valore del tempo, se vuoi mollare gli ormeggi da quelle tappe obbligate che ti tengono ancorata ad un cammino di cui tu non riconosci la bontà ma non riesci da sola ti aspetto in studio, oppure online!

Già, perché a novembre parte Donne in rinascita, il corso on line che ho pensato per tutte quelle donne che non possono partecipare alle attività in studio ma hanno bisogno di un sostegno per lavorare alla costruzione del proprio personale cammino, riconoscendo il potenziale, le risorse e gli interessi, perché la propria vita possa assomigliare sempre più a quella desiderata!

Il corso si svolgerà on line e si articolerà in 4 passaggi  3 mail contenenti suggerimenti e stimoli e un incontro via skype (o sulla piattaforma che preferisci) – e sarà corredato da un gruppo fb, chiuso, entro il quale condividere le proprie esperienze.

Se vuoi maggiori informazioni scrivimi pure 🙂

ti aspetto!

Alessia

 

(immagine: web)

Sei affetta anche tua dalla “Sindrome di Penelope”?

Ottobre è il mese in cui  progetti – avviati sulla fine dell’estate – entrano nel vivo.

Ti capita mai di avere grandi idee che non riesci a trasformare in progetti veri? A me capita, spesso. Mi viene in mente un’idea, spendibile sul lavoro, a cui inizio a dedicarmi; quando la metto per un attimo da parte, giusto per farla decantare qualche settimana, perde di energia e realizzo che la mia opinione è cambiata.

Capita anche a te di avere buone idee che non riesci a sviluppare o di avviare progetti che poi non porti a conclusione?

Credo che il primo passo da fare, per cercare di combattere questo pensiero auto-sabotante, sia individuare le possibili cause:

  • Il tempo: l’idea è buona, ma non ho abbastanza tempo per realizzarla; oppure avrebbe risposto bene ad un bisogno ormai estinto. Se il problema è il tempo (l’idea che arriva in “controtempo” rispetto a ciò che si dovrebbe fare) credo che l’unica soluzione sia quella di programmare meglio il nostro lavoro. Interrogarci spesso su ciò che potremmo fare per non sprecarlo;
  • Il coraggio: questo è tutto un altro genere di problema! Una sorta di “vorrei ma non posso”. L’idea è buona ma non ho la forza di spingermi in fondo per vederla realizzata (ciò potrebbe comportare diverse tipologie di impegno: pubbliche relazioni, prendere contatti specifici con chi potrebbe aiutarmi a realizzarla, pubblicizzarla…). In questo caso credo che la soluzione sia quella di cercarla nell’Empowerment: convinciti della bontà della tua idea, punta in alto (indipendentemente dagli sforzi che devi fare)… il successo può dipendere proprio dallo sviluppo di quell’idea che ti è balenata in testa così, quasi per caso… convinciti di meritartelo!

 

Mi rendo conto che le soluzioni non siano in realtà troppo scontate. Già – direte – come faccio a convincermi della bontà della mia idea se non metto a tacere la mia vocina critica interiore che giudica passo dopo passo (con frasi del tipo “ti porterà via tempo per nulla, andrai a spendere una montagna di soldi senza la certezza del risultato…”) tutte le azioni che dovrei fare per svilupparla??

Si tratta di spezzare un’abitudine, un modo tipico di pensarsi che è fatto di giudizi e rimproveri.. noi donne siamo esperte in questo perché spesso ci viene tramandato insieme a tutti gli stereotipi che vorrebbero fare di noi tutto tranne che delle donne di successo.

Se credi di aver bisogno di sostegno in questo percorso, ti svelo una bella novità!

A novembre partirà il mio nuovo corso

Donne in rinascita, percorsi sulla strada del cambiamento

Si tratta di un corso che ho pensato per tutte coloro che hanno bisogno di svelare le proprie potenzialità eliminando quelle gabbie mentali che ci portano a bloccarci o, peggio ancora, a muoverci in cerchio anziché in avanti. Il corso si svolgerà on line, per una durata di 1 mese. Si comporrà di mail dedicate, esercizi, una skype call e un gruppo fb chiuso dentro al quale scambiarsi ulteriori spunti di riflessione. Se vuoi conoscere qualche piccola anticipazione scrivimi pure ad alessia.dulbecco@alice.it, altrimenti… stay tuned!

 

A presto!

Alessia

 

(immagine: dal web)

 

 

Nelle tue parole, 4

Si chiude con la testimonianza di S. #nelletueparole, il ciclo di appuntamenti nato dall’esigenza di condividere con voi le parole di alcune delle persone che, nel corso dell’ultimo anno, hanno lavorato insieme a me per affrontare alcune questioni personali.

S. si è rivolta a me, insieme al marito, per un problema di apprendimento della loro bambina. Insieme abbiamo tracciato un percorso che ha saputo rivelare i suoi frutti.

Le testimonianze raccolte sono solo un piccolo riflesso del lavoro che faccio, ma credo siano significative.

e tu, hai voglia di lavorare con me?

 

nelle tue parole

 

 

A.A.A. energie cercasi!

Settembre è un po’ un mese di rodaggio: è lo spartiacque tra la tranquillità estiva e l’inizio dei nuovi impegni autunnali.

In famiglia, però, capita proprio il contrario! l’estate coincide con i figl* a casa, le attività da impostare ed incastrare per non lasciarli sol* mentre si è ancora al lavoro, l’eterna lotta con i compiti delle vacanze e con quel mantra che fuoriesce dalla bocca di ogni studente/essa dai 6 ai 18 anni: “lo faccio dopo…”. Difficile staccare e fare il pieno di risorse in estate! Per questo le prime settimane di settembre possono fare al caso tuo: i bambin* sono già rientrati a scuola e tu puoi approfittare di qualche ora di permesso, o dell’ultimo residuato di ferie che ti rimane, per dedicarti a te.

Ti suggerisco tre strade:

  • potenzia te stessa! se sei una mamma single, in carriera, o se hai pochi aiuti dall’esterno dedicati prevalentemente a te stessa! fatti un regalo (spesso si tende a non farlo, per dedicare tutte le risorse ai figl*): che sia un aperitivo con le amiche, un’incursione dal parrucchiere .. o, perché no, un corso sui temi della genitorialità, per rispondere sempre meglio alle richieste che il tuo ruolo ti impone
  • potenzia la coppia! Soprattutto se hai un bambin* piccol* dedicati molto a rinvigorire il rapporto con il partner!
  • se i figl* sono già grandi, se magari sono fuori città per gli studi, approfitta di settembre (l’Università spesso riapre i battenti da fine mese, o addirittura da inizio ottobre) per passare il tempo anche con loro, recuperando magari ciò che facevate, tutti insieme, prima che loro “diventassero grandi”.

E tu, quali strategie utilizzi per recuperare le energie? condividi i tuoi pensieri sulla pagina fb se vuoi! ti ricordo inoltre che, se vuoi dedicarti ad un corso sui temi della genitorialità, in autunno il mio corso su genitori&regole educative si rifà il look e ritorna, sia online che in studio. Chiedimi pure tutte le info a alessia.dulbecco@alice.it 😉

un abbraccio!
Alessia

Nelle tue parole, 3

Oggi, le parole che ascoltiamo sono quelle di D. Si tratta forse della persona che ha dedicato alla mia professione, quando ero appena agli inizi, una grande attenzione e sensibilità. Abbiamo lavorato insieme una prima volta lo scorso anno e poi di nuovo in questo 2017.

Il suo feedback va al centro di molte questioni tipiche del counselling:

  • non c’è nessuna sostituzione davanti ai problemi: chi li vive in prima persona è supportato dal professionista nel cercare la propria, personale risoluzione
  • il cambiamento si sviluppa a partire da piccole considerazioni personali attraverso le quali migliorare la propria autoconsapevolezza.

nelle tue parole daniela

Nelle tue parole, 2

Un altro post dedicato ai feedback delle clienti che in questa prima parte di 2017 hanno lavorato con me.

Oggi le parole sono di S. che si è rivolta a me in particolare per iniziare a riflettere e trovare soluzioni in merito ad aspetti della sua vita professionale.

Gli strumenti pedagogici e di counselling offrono un sostegno in ogni ambito della vita, non solo in quella personale/affettiva ma anche in quella pubblica/lavorativa.

nelle tue parole sara

Nelle tue parole, 1

Settembre, mese in cui si riparte! ho deciso di far ripartire anche il blog che a causa degli impegni di questa prima parte di 2017 è stato un po’ silente. Chi ha ricevuto la newsletter (hey, se non l’hai ricevuta e vuoi iscriverti clicca qui ) già saprà che la mia  Soul coaching card del mese è “Energy”: la carta dedicata al recupero delle energie e alla capacità di spenderle bene.

L’energia è alla base del mio lavoro: come in ogni professione di aiuto se non si dispone di buone riserve si può finire per far male il proprio lavoro, per farsi male (il burn out è sempre in agguato) o peggio ancora per far male a chi ci sceglie per lavorare insieme.

Non solo: mi sono resa conto che il mio lavoro, oltre ad avere bisogno di energia, ne produce anche moltissima: i feedback, le parole che mi dedicano le clienti sono una grande fonte di gratificazione che mi aiuta nelle giornate no (certo, ne ho tante anche io!) e che mi stimola a far sempre meglio.

Ho deciso quindi di lanciare questa campagna, che ho chiamato “Nelle tue parole”  e che andrà avanti per tutto il mese. Ogni mercoledì la storia di una donna che, nell’arco di questi primi mesi del 2017, ha deciso di lavorare con me su alcuni aspetti personali. Sono storie comuni, se vogliamo, e per questo spero che leggendole chiunque vi si possa identificare un po’. Mi piacerebbe far capire che chiedere aiuto non è disdicevole, anzi, a volte può essere l’unica possibilità. vorrei nel mio piccolo diffondere cultura in merito al counselling e alla pedagogia, i  due pilastri che danno vita al mio personale modo di instaurare una relazione di aiuto.

Oggi partiamo con la storia di A.

L’ho conosciuta alla fine dello scorso anno, proprio durante le vacanze di natale. Il nostro lavoro insieme è cominciato a gennaio. Ho conosciuto una donna fragile, che stava uscendo faticosamente da una relazione finita, e l’ho lasciata più forte e decisamente cambiata (anche nel look! perché si, anche quello gioca un ruolo fondamentale nel processo di cambiamento, se supportato da un mutamento interiore).

Ecco le sue parole. Se ti va di condividerle usa l’hashtag #nelletueparole, grazie!

nelle tue parole anna

Regole educative ed educazione emotiva. Un corso per genitori, a Firenze

I motivi per cui i genitori si recano in consulenza sono spesso molto simili:

  • i bambini crescono e iniziano a stare con difficoltà dentro le regole
  • hanno bisogno di un confronto con un professionista per capire meglio quale condotta seguire quando emergono comportamenti problematici (ad esempio quando i piccoli non vogliono andare a scuola!)
  • si sono verificati episodi di scontro con i bambini e non sanno quale strategia adoperare per uscirne

 

Questi sono i tre problemi principali che fino ad oggi ho riscontrato nella mia pratica professionale.

E’ vero: ogni famiglia è un mondo a sé e non è possibile trovare soluzioni condivise, valide per tutti. Quello che so per certo, però, è che parlarne fa bene – confrontarsi anche di più! – e proprio in ragione del fatto che non esistono soluzioni preconfezionate il modo migliore di affrontare questi piccoli grandi problemi è discuterne, insieme.

Per questa ragione il 10 marzo 2017 partirà, presso i locali di Spazio Co-stanza, in via del ponte alle mosse 32-38r a Firenze, un nuovo corso dedicato ai genitori.

Si parlerà di regole (indispensabili per la crescita dei bambini!) ma soprattutto cercheremo di capire insieme cosa rappresentano per i genitori. Dietro al modo di intendere le regole (sono un modo per mettersi al riparo da scontri e conflitti? o sono il modo per dimostrare agli altri di essere autorevoli? o rappresentano il modo per mantenere un controllo sulla crescita dei figli?…) si nasconde un proprio, personale, stile genitoriale. Bisogna conoscerlo, interrogarsi sul genitore che siamo, comprendere come intendiamo emozioni e conflitti per capire se il modo in cui impartiamo le regole è appropriato, oppure no. In educazione

Regole, stili genitoriali, emozioni e relazioni educative: di questo e altro parleremo in questo ciclo di 5 incontri che si terranno venerdì 10 -17-24-31 marzo e il  7 aprile, dalle 18 alle 19.30.

Uno spazio dedicato ai genitori: per riflettere, per conoscere/si, per confrontarsi.

 

Vi aspettiamo!

dr.ssa Alessia Dulbecco

 

(per info e contatti potete scrivere a me o a spazio Co-stanza,www.spaziocostanza.it)